Italy

Berlusconi si tiene pronto: "Il voto è inevitabile e il centrodestra vincerà"

Il governo sale sull'ottovolante della crisi, tra accelerazioni e frenate, strappi e ricuciture, attacchi e attestati di stima. Forza Italia di fronte all'ennesimo scontro osserva da spettatrice interessata il conflitto Salvini-Di Maio e valuta le possibili conseguenze del braccio di ferro gialloverde.

Silvio Berlusconi continua a essere convinto che il governo sia giunto al capolinea e sia inevitabile un voto in autunno. «Tornare alle urne è inevitabile. Se si vota il centrodestra avrebbe una maggioranza larghissima e, finalmente un programma coerente», è la convinzione che si ascolta dalle parti di Arcore. Il resto del partito appare più scettico e scommette sulla tenuta dell'esecutivo, pur consapevole che si naviga ormai nel cuore di una tempesta permanente.

«Il sogno d'una notte di mezza estate, ossia quello di vedere finalmente questo governo trarre le conseguenze sul proprio incaglio in tutti i dossier, è già evaporato. Evidentemente il trambusto di questi giorni tra Lega e M5s era soltanto un gioco delle tre carte per distrarre dai veri problemi del Paese», dichiara Francesco Paolo Sisto. «Conte dice di non voler vivacchiare, eppure ogni giorno questo governo rinvia, rimanda, e blocca ogni provvedimento utile al Paese. Liberiamo l'Italia da questa esperienza ormai fallimentare», dice Licia Ronzulli al Tg2. Mara Carfagna - che con Renata Polverini ha incontrato ieri una delegazione sindacale allargata - ricorda, invece, che «luglio è un mese pieno di scadenze fiscali per piccole e medie imprese, professionisti e lavoratori dipendenti, ma Di Maio e Salvini passano più tempo a litigare che non a fare cose utili per il Paese. Dicano la verità agli italiani, ammettano di non essere capaci di governare e la chiudano qui». E se Giorgio Mulè spera che Lega e Cinquestelle «abbiano il coraggio di far calare il sipario su questo incubo perché mentre il premier Conte interloquisce l'Italia appassisce», Annamaria Bernini fa notare che il Paese appare sempre più bloccato con «una decrescita delle infrastrutture, vedi Tav e Gronda». Mariastella Gelmini, invece, insieme a Maurizio Gasparri, attacca su un provvedimento chiave come la digital tax, una norma che nonostante sia stata votata «con la prima legge di Bilancio di questo sciagurato governo gialloverde, non è ancora operativa visto che non risulta approvato il necessario decreto attuativo del ministero dell'Economia».

La prossima settimana Forza Italia ricomincerà a lavorare sul suo rinnovamento interno. Dopo lo stop alle riunione del «tavolo delle regole» determinato dagli impegni a Bruxelles di Antonio Tajani e dall'elezione della nuova presidente della Commissione europea, Mara Carfagna, Giovanni Toti, Mariastella Gelmini, Annamaria Bernini e lo stesso vicepresidente di Forza Italia torneranno a incontrarsi nei prossimi giorni. Toti e Carfagna si sono visti tre sere fa per cercare una mediazione e una proposta condivisa. Dopo alcune incomprensioni che hanno segnato l'inizio del dialogo tra i due coordinatori ora il dialogo sta procedendo. E il cammino verso il congresso di Forza Italia e il rilancio dal basso della governante azzurra appare meno accidentato.

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