È successo a Palermo. I dettagli.

A Palermo i vigili del fuoco e i carabinieri hanno recuperato ieri, mercoledì 5 agosto, i resti di un cadavere dentro un sacco sul Montepellegrino.

A svelare il luogo del ritrovamento il 46enne Damiano Torrente che si è presentato dai militari confessando di avere ucciso una romena di 30 anni, Ruxandra Vesco, nel 2015. In quell’anno era stata presentata una denuncia di scomparsa. Il corpo della donna era stato messo dentro un sacco e gettato nel dirupo dov’ è stato trovato dai pompieri. Sul luogo del ritrovamento sono arrivati anche i Ris. Torrente è stato fermato.

Si è appreso che la vittima viveva ad Alcamo (Trapani) e la sua misteriosa sparizione era stata denunciata dal marito. La Vesco, conosciuta come Alexandra, era figlia adottiva di una coppia di siciliani. Su Facebook esiste una pagina, a lei dedicata, in cui la si bollava come «truffatrice ad Alcamo». Alcune persone parlavano in questa pagina di raggiri a cui sarebbero state sottoposte, per consegnare denaro alla Vesco, che avrebbe anche subito processi.

Il movente del delitto non è ancora chiaro: secondo quanto finora emerso, Damiano Torrente, il pescatore dell’Acquasanta che ha portato i carabinieri e il pm Felice De Benedittis sul luogo in cui aveva gettato il cadavere, avrebbe parlato di una donna che lo avrebbe «messo in difficoltà» con la moglie. Quindi il movente sarebbe passionale. Ma le indagini sono in corso.

L’avvocato Alessandro Musso, parlando del suo assistito, ha affermato: «È stata una scelta maturata e arrivata dopo un percorso di conversione. E’ una vicenda che ha scosso tutti. Ancora ci sono diversi aspetti da chiarire e verificare. Il mio assistito era uscito dal carcere a marzo. Era accusato di stalking. Poi un periodo ai domiciliari e il costante avvicinamento alla fede lo hanno portato alla decisione di confessare il delitto»

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