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Coronavirus, Roberto Speranza: “Se arriva in Africa può avere effetti gravi”

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Se il coronavirus dovesse raggiungere l'Africa, secondo il ministro della Salute Roberto Speranza, potrebbe avere effetti gravissimi.

coronavirus africa
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Il ministro della Salute italiano Roberto Speranza è convinto che se il coronavirus dovesse raggiungere l’Africa potrebbe provocare “effetti gravi”. Nella riunite con i ministri della Salute a Bruxelles, infatti, Speranza ha spiegato che “i servizi sanitari nazionali dei Paesi africani sono molto più fragili di quelli europei”. Perciò, ha poi avvertito, “una potenziale diffusione del virus in quel pezzo di mondo potrebbe avere effetti molto gravi“.

Coronavirus in Africa: “Effetti gravi”

La diffusione dell’epidemia di coronavirus nel mondo, secondo Roberto Speranza è un “problema serio che non possiamo sottovalutare. L’Europa può e deve dare una risposta forte e coordinata per evitare la diffusione del virus nelle nostre comunità”. In qualità di ministro della Salute, inoltre, “io sento una doppia responsabilità: non solo per il mio Paese e per l’Europa, ma anche per il continente africano che è a noi molto vicino geograficamente”.

Infatti, ha spiegato Speranza a Bruxelles, la diffusione del coronavirus in Africa potrebbe comportare un grave rischio. Il livello di sviluppo dei servizi sanitari non raggiunge l’efficacia e l’efficienza di quello occidentale, europeo o degli altri continenti. Motivo per cui il contrasto del virus risulterebbero assai difficile.

“Dobbiamo mettere insieme i nostri migliori scienziati – ha dunque proposto Speranza -, anche rispetto alle sfide farmaceutiche che sono in campo” se vogliamo vincere la battaglia contro il nuovo coronavirus cinese. Occorre, inoltre, “rafforzare insieme le nostre politiche di prevenzione“. Secondo gli studi condotti nelle ultime settimane, ha poi concluso il ministro, “si può arrivare a un paziente su 5, quasi il 20%, che può avere bisogno di terapia intensiva e assistenza respiratoria.

Sono numeri che possono mettere in difficoltà anche servizi sanitari nazionali importanti e solidi come quelli che ci sono in Ue”.