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Credito di imposta, mascherine e non solo: la guida del Fisco

Arrivano le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sul credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale (mascherine e guanti, ma non solo). Le spiegazioni sono contenute in un provvedimento pubblicato venerdì scorso dal Direttore del Fisco e contenente anche i modelli da utilizzare. In un altro documento, la circolare 20/E, l’Agenzia fornisce anche i primi chiarimenti interpretativi e gli indirizzi operativi sui due crediti d’imposta.

I bonus sono stati introdotti con il decreto Rilancio per aiutare imprese, commercianti e artigiani a lavorare in sicurezza senza danneggiare ulteriormente i conti.

CHI NE HA DIRITTO

La platea dei beneficiari comprende gli operatori con attività aperte al pubblico (bar, ristoranti, alberghi, teatri e cinema), ma anche le partite Iva in regime forfettario, gli imprenditori e le imprese agricole (sia “che determinino per regime naturale il reddito su base catastale – spiega l’Agenzia delle Entrate – sia quelle che producono reddito d’impresa”). La lista comprende poi associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore (anche se “non esercitano, in via prevalente o esclusiva, un’attività d’impresa”).

A QUANTO AMMONTA IL CREDITO DI IMPOSTA

Per ora si sa solo che è previsto un limite massimo di 80mila euro per le spese agevolabili. La misura del credito (cioè la percentuale) non è ancora nota: sarà comunicata dal Fisco entro l’11 settembre.

COME FARE DOMANDA

Il modello per comunicare l’ammontare delle spese ammissibili al credito di imposta si può inviare solo via web, attraverso l’area riservata del sito delle Entrate o tramite i canali telematici dell’Agenzia. In alternativa, è possibile delegare un Caf o un commercialista. La risposta arriverà entro cinque giorni. La comunicazione potrà essere inoltrata da 20 luglio al 7 settembre.

IL CREDITO DI IMPOSTA SI PUÒ CEDERE

Chi ha diritto al credito di imposta può anche scegliere di non usarlo direttamente in compensazione alla prossima dichiarazione dei redditi: è possibile infatti cedere il bonus (anche parzialmente) ad altri soggetti, incluse banche e altri intermediari finanziari.

SE A SANIFICARE NON SONO OPERATORI PROFESSIONISTI

Il credito di imposta è ammissibile anche se le attività di sanificazione non vengono effettuate da operatori professionisti, purché le spese siano “collegate alle attività svolte in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori”, chiarisce ancora il Fisco.

LE ALTRE SPESE AGEVOLABILI

Oltre alle spese sostenute direttamente per la sanificazione degli ambienti, rientrano nel perimetro del bonus anche quelle per altre finalità:

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