Italy

Dl agosto, tensioni nel governo su proroga stop ai licenziamenti: "Nodo politico"

Nelle bozza 91 articoli

Previsto stanziamento di 25 miliardi: lavoro, sanità, scuola, enti locali, fisco. LeU: "Stop licenziamenti resti al 31 dicembre". Landini: "Blocco licenziamenti o sarà scontro sociale". Decaro (Anci): "Mancano fondi promessi a Comuni"

06 agosto 2020Lavoro, sanità, scuola, enti locali, fisco. E una serie di micro e macro misure che puntano, almeno nel titolo, al rilancio dell'economia. E' un nuovo omnibus il decreto agosto, che dovrebbe chiudere gli interventi per l'emergenza con lo stanziamento di altri 25 miliardi. Doveva essere un provvedimento snello con pochi interventi mirati ma, nelle ultime bozze, ha già incamerato 91 articoli, che spaziano dalla newco di Alitalia alla possibilità per il Mef di ricapitalizzare le società pubbliche con un miliardo e mezzo fino a micro interventi come i 5 milioni in più stanziati per l'autotrasporto. 

Il piatto forte è il pacchetto lavoro: si litiga sui licenziamenti - la norma rappresenta un "nodo politico" come si legge nella bozza. La proroga del blocco dei licenziamenti sta provocando una spaccatura nella maggioranza. Ad accendere la miccia sono stati i segretari di Cgil, Cisl e Uil - Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri - che hanno minacciato di trasformare in sciopero generale una manifestazione già organizzata per il 18 settembre - due giorni prima delle Regionali - se il governo non stopperà i licenziamenti fino alla fine del 2020. Gli alleati sono divisi fra chi vorrebbe che il blocco, finora previsto fino al 17 agosto, venga prolungato solo fino al 15 ottobre, e chi invece vuole che duri fino al 31 dicembre. Spuntata anche una mediazione, per far finire il blocco il 15 ottobre, facendolo però proseguire fino alla fine dell'anno per quelle aziende che stanno utilizzandogli ammortizzatori sociali. Ma nessun accordo nel merito. Nel Pd la linea della segreteria è per la proroga al 31 dicembre, però nel partito ci sono sensibilità diverse. E pure il M5s non è granitico, anche se la pentastellata ministro del Lavoro Nunzia Catalfo è per la scadenza a fine anno. Italia Viva, invece punta alla scadenza breve, mentre Leu vuole fortemente quella lunga.

Intanto per la Cig Covid vengono stanziati altri 10 miliardi che si affiancano alla possibilità di sfruttare, per le prime 9 settimane aggiuntive ancora 'gratuite' per tutti, i fondi già stanziati con il decreto Rilancio. 

LeU: stop licenziamenti resti al 31 dicembre


"Per garantire la coesione sociale e garantire un minimo di protezione dei soggetti tra più esposti ai venti della crisi, il divieto di licenziamento deve rimanere fino al 31 dicembre 2020. La ripartenza del nostro Paese, infatti, non può avere come primo atto il ritorno alla libertà di licenziamento come se nulla fosse successo". Lo afferma il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro.  "A pagare il conto della crisi non possono essere i soggetti più deboli sia essi dipendenti o precari a partita Iva, mentre assistiamo all'indecoroso spettacolo di cassa integrazione richiesta da aziende che non hanno avuto perdite di fatturato per effetto del Covid 19", prosegue Fornaro.

Landini: "Blocco licenziamenti o sarà scontro sociale"


"Tutti i licenziamenti vanno bloccati fino a fine anno e i contratti nazionali devono essere rinnovati. Altrimenti per Cgil, Cisl e Uil sara' sciopero generale". E' quanto intima il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini che in un'intervista a "la Repubblica" lancia un appello all'unita': "Non vogliamo lo scontro, e' il momento di coesione e responsabilità, anche delle imprese". Landini sostiene la necessità della proroga allo stop dei licenziamenti perché, dice, "dovrebbe essere chiaro a tutti che subire un licenziamento per una persona e' un dramma", pertanto "il lavoro, anche nei ruoli più umili ed essenziali, ci ha fatto uscire dalla fase più drammatica della pandemia". Quindi, è il ragionamento del segretario Cgil, "non puoi ringraziare le persone che hanno fatto il loro dovere in questo periodo dicendo che ora possono anche essere licenziate. E' un linguaggio sbagliato. Oggi è il momento della coesione. La precarietà introdotta negli ultimi vent'anni - mettendo in discussione conquiste e diritti - non ha prodotto posti ne' migliorato la produttività delle aziende", afferma Landini.

Sgravi ai contributi


Per spingere le imprese ad assumere e a fare ritornare al lavoro i dipendenti arrivano nel decreto, come annunciato, sgravi dei contributi (con tetto a 8.060 euro l'anno parametrati sulle mensilità). Per i neoassunti o le trasformazioni dei contratti a tempo determinato la decontribuzione sarà riconosciuta per 6 mesi (lo stanziamento è di 1 miliardo) mentre chi fa rientrare dipendenti dalla Cig beneficerà di uno sgravio per 4 mesi, a patto però che abbia subito perdite. Chi non ha avuto cali di fatturato e ha usato gli ammortizzatori (un quarto delle ore tirate finora secondo gli ultimi dati) non ne potrà beneficiare. Sul tavolo anche misure per il welfare aziendale e per la detassazione dei rinnovi contrattuali che però sarebbero ancora in bilico.

Proroga Naspi e bonus autonomi


Tra le misure per il lavoro confermati i 500 milioni in più per il Fondo nuove competenze e la proroga di altri due mesi di Naspi e Discoll per chi aveva i sussidi in scadenza mentre arrivano altri due mesi di bonus da 600 euro per gli stagionali del turismo e i lavoratori dello spettacolo e i lavoratori più precari (come gli intermittenti o i venditori a domicilio). Altra novità per gli autonomi una sorta di'indennità di quarantena', cioè il riconoscimento di un bonus di 600 euro in caso di quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria. (che per i dipendenti èequiparata alla malattia).   

Pacchetto rilancio turismo


Ricco anche il pacchetto turismo, con una serie di norme a partire dallo stop anche alla seconda rata dell'Imu per le strutture ricettive (alberghi, agriturismi, campeggi, b&b) e per gli stabilimenti balneari. A dicembre non saranno chiamati a pagare nemmeno fiere e cinema e teatri che saranno esonerati anche per tutto il 2021 e il 2022. E sempre fino a fine anno le attività non pagheranno la tassa sull'occupazione del suolo pubblico per i tavolini all'aperto. Per aiutare le attività commerciali dei centri storici delle grandi città turistiche -tra i più penalizzati dalle restrizioni ai viaggi causa Covid - arriva anche un contributo a fondo perduto parametrato alle perdite , mentre si sta ancora lavorando al bonus sui consumi al ristorante (che potrebbe essere esteso anche ad altri settori,come l'abbigliamento).

Ecoincentivi e bonus ristoratori


Nella bozza compare anche il bonus per gli acquisti 100% made in Italy da parte dei ristoratori che però non ha ancora una sua dotazione. Arriva intanto una nuova proroga per la riscossione delle cartelle, che si ferma però al 15 ottobre (non a fine anno come ipotizzato nei giorni scorsi), insieme alla proroga fino a gennaio della moratoria per i mutui delle Pmi. Per l'auto confermati 500 milioni in più per gli eco-incentivi, con ritocchi al rialzo del bonus per favorire l'acquisto di auto meno inquinanti. Un altro mezzo miliardo andrà invece alla sanità per tagliare le liste di attesa mentre il commissario per l'emergenza potrà acquistare quote di società italiane impegnate nella ricerca del vaccino anti-Covid. Nuovi fondi, infine, anche per gli enti locali: alle Regioni,come da accordi, andranno 2,8 miliardi mentre ai sindaci 1 miliardo più altri 300 milioni per i mancati incassi della tassa di soggiorno. 

Decaro (Anci); "Manca ancora parte risorse promesse ai Comuni"


Abbiamo  letto le indiscrezioni trapelate riguardo al decreto agosto:  c'e' un nuovo scostamento, il terzo, ma manca ancora parte  delle risorse promesse ai Comuni direttamente dal presidente  del Consiglio. A cominciare da quelle necessarie a coprire la  tassa sui rifiuti che non intendiamo riscuotere per i mesi in  cui le aziende sono state chiuse. Ci aspettiamo che  quell'impegno venga rispettato'. Lo ha dichiarato il  Presidente delll'Anci Antonio Decaro.

Bonino: "Si può rilanciare Paese con bonus e rinvii"


"Mi sembra inutile commentare un decreto che ancora non c'è, in cui tutto viene rinviato a fine settembre. Vale per la legge elettorale come per qualunque decisione importante. Questo a me sembra il governo del rinvio". Lo ha detto la leader di Piu' Europa, Emma Bonino, ospite di SkyTG24. "Il problema - ha aggiunto - è come arriveremo a settembre. Siamo già a 100 miliardi di debito aggiuntivo in questo periodo di lockdown, a 2500 miliardi di debito pubblico. E trionfalmente viaggiamo verso un rapporto debito/pil del 160%. L'Europa ha fatto il suo mestiere ma adesso la responsabilità passa all'Italia. Nessun Presidente del Consiglio aveva mai avuto cosiì tanti soldi e secondo me nessuno li avrà dopo. Ma il governo sbaglia se pensa di poter far ripartire l'economia solo con i bonus, perché non sono infiniti", ha concluso Bonino.

FI: "Follia contributo Cig legato ai ricavi"


"Il governo si conferma nemico delle imprese, del libero mercato e del lavoro. Dalle bozze che circolano in queste ore sul Decreto agosto abbiamo la conferma di questa deriva". Lo dichiarano in una nota congiunta i senatori di Forza Italia, Emilio Floris e Roberta Toffanin. "Continua il divieto di licenziamento e, soprattutto, viene imposto un contributo per quanti ricorrono alla proroga della cassa integrazione per aiutare i propri dipendenti. Non e' cosi' che si salvano i posti di lavoro. Non e' spillando soldi alle imprese che si rilancia l'economia", aggiungono. "E invece il governo penalizza chi sta lottando per tenere in piedi la propria azienda, il proprio negozio, il proprio ufficio, imponendo una gabella che sara' tanto piu' alta quanto piu' si e' riusciti a produrre e ad evitare il fallimento. Una follia".

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