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Italy

Emergenza rifiuti, a Torre del Greco bruciano i cumuli nella notte. E Di Maio e Salvini litigano…

Emergenza rifiuti, a Torre del Greco bruciano i cumuli nella notte. E Di Maio e Salvini litigano…

NAPOLI – Cumuli di immondizia non raccolti e bruciati nella notte. Mentre i due pesi massimi del governo, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, litigano sugli inceneritori, a Torre del Greco (Napoli) l’emergenza rifiuti esplode in tutta la sua gravità. 

Nella notte ignoti hanno dato fuoco alle montagne di spazzatura non raccolta da giorni, presso l’ecopunto di Via del Lavoro, nel quartiere Sant’Antonio, a ridosso di un complesso di palazzine di edilizia popolare e in un’area dove è stato ricavato anche un parco giochi oramai inutilizzato dai bambini della zona.

A spegnere l’incendio sono stati i vigili del fuoco, allertati da chi dalle proprie finestre vedeva levarsi alte le fiamme mentre si era rintanato in casa per evitare di respirare i fumi potenzialmente tossici derivanti dal materiale plastico incendiato, insieme alle altre frazioni di una differenziata che in città nell’ultimo anno è precipitata ben al di sotto del 30 per cento.

Fino all’estate scorsa la differenza era stata stabilmente sopra il 50 per cento. Poi il sindaco dimissionario Ciro Borriello è stato arrestato proprio a seguito di un’inchiesta legata al mondo dei rifiuti per presunte tangenti intascate dalla vecchia ditta che si occupava della raccolta, la Fratelli Balsamo.

L’emergenza, dovuta in parte al collasso degli Stir campani e accentuata in città dalla profonda crisi che attanaglia il settore e che ha portato l’amministrazione a rescindere il contratto con la società Gema che gestisce l’appalto di nettezza urbana, non sta risparmiando nessuna zona di Torre del Greco, dal centro alla periferia.

“Gli inceneritori non sono nel contratto”, continua a ripetere Di Maio il giorno dopo la polemica lanciata dal suo alleato-rivale Salvini secondo il quale è necessaria la presenza di un termovalorizzatore per ogni provincia della Campania. A margine di Vivite, il Festival del vino cooperativo in svolgimento a Milano, il capo M5s non molla la presa: “Tra l’altro quella è la mia Regione – dice – c’è la mia famiglia, il movimento ha preso quasi il 60% e crediamo di sapere che in quella Regione non bisogna fare il business degli inceneritori ma bisogna fermare il business dei rifiuti”.

E Salvini rilancia la sfida: “Se hanno fatto finta di niente per trent’anni, io non sono al governo per fare finta di niente”, dice all’assemblea nazionale della Cna. “I rifiuti vanno smaltiti producendo anche utili, energia, ricchezza e non producendo i roghi tossici che avvelenano e ammazzano”, aggiunge. “Se produci dei rifiuti, quasi ovunque quei rifiuti significano ricchezza non devastazione. Bisogna spiegare alla nostra gente che per il nostro bene, per la nostra salute e il nostro business non possiamo più far finta di niente”, ha concluso.

Queste intanto le immagini del degrado (Ansa).

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