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Family Act: come funziona l’assegno universale per i figli?

Il governo ha approvato il Family Act, scopriamo in cosa consiste e come funziona l’assegno universale per i figli contenuto all’interno del ddl.

Nelle scorse ore il governo ha approvato il ddl Family Act con il quale verranno introdotte delle misure per aiutare le famiglie a crescere i figli. Tra le più importanti sicuramente ci sono l’introduzione dei congedi parentali che permetteranno ai genitori di andare a parlare con gli insegnanti o di accompagnare i figli dai medici senza doversi prendere un giorno di ferie, quindi gli incentivi per le aziende così da spingerle a concedere alle donne più tempo in maternità e a mantenerle nel roster dipendenti dopo il parto.

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La misura più attesa, però, è quella riguardante l’assegno universale per i figli. Questa infatti permetterà alle famiglie di avere un introito extra durante tutta la fase di crescita del figlio ed incentiverà le famiglie anche ad avere una famiglia più grande. Nel ddl, infatti, è prevista una maggiorazione dell’assegno a partire dal secondo figlio. Vediamo dunque più nel dettaglio come funziona l’assegno universale.

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Family Act, come funziona l’assegno universale

Nella prima bozza del decreto legislativo, l’assegno universale era stato considerato per tutti i figli e si proponeva di corrisponderlo a partire dal 7° mese di gravidanza, fino al 18° anno di età. Dopo l’approvazione pare che qualcosa in tal senso sia cambiata, visto che il ministro Bonetti ha dichiarato: “L’assegno universale prevede che le famiglie ricevano un assegno per ciascun figlio dalla nascita ai 21 anni di età”. Qualcosa pare sia cambiato anche sulla maggiorazione dell’assegno visto che in precedenza era prevista al 20% alla nascita del secondo figlio ed ora il ministro ha dichiarato: “E’ prevista una maggiorazione dal terzo figlio”.

Nel caso in cui il figlio o la figlia nascano con disabilità, l’assegno universale non avrà limiti e sarà corrisposto finché il figlio sarà in vita. L’unica cosa che è cambiata rispetto alla prima versione del ddl è che la maggiorazione dell’assegno in caso di figlio disabile non è più del 20 %, ma fino al 50%. Per quanto riguarda l’erogazione della somma, al momento non si è deciso se verrà effettuato un bonifico mensile e non è ancora stata decisa la cifra. Il ministro ha specificato in tal senso: “In una prima simulazione si era fatta l’ipotesi di una cifra tra i 200 e i 250 euro, ma bisogna avere la certezza che sia una cifra che non faccia perdere denaro a nessuna famiglia”.

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