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G20 di Osaka, la Cina sostiene il multilateralismo

Dal 27 al 29 giugno il Presidente cinese Xi Jinping si recherà a Osaka, in Giappone, dove è stato invitato a partecipare al 14esimo Vertice tra i leader del G20. Durante una conferenza stampa con i media cinesi e stranieri tenutasi il 24 giugno, i responsabili delle commissioni e dei ministeri cinesi interessati hanno osservato che si tratta della settima volta consecutiva che Xi Jinping partecipa o presiede un summit del G20, a conferma della grande attenzione che la Cina presta alla cooperazione del Gruppo dei 20 e alla governance economica globale. La Repubblica Popolare intende lavorare con tutte le parti per salvaguardare fermamente il multilateralismo e allo stesso tempo procedere con determinazione verso la giusta direzione del G20. L’obiettivo è dare una risposta congiunta alle sfide globali e alle principali questioni legate alle prospettive di crescita economica mondiale, oltre che alla governance economica globale, puntando su uno sviluppo comune e sulla creazione di una comunità umana dal futuro condiviso.

Zhang Jun, Il coordinatore cinese degli affari per il Gruppo dei 20 e segretario particolare del ministro degli Esteri cinese, ha esposto il programma di Xi Jinping. “Il Presidente - ha spiegato Zhang - parteciperà a tutte le riunioni del vertice di Osaka, suddivise in quattro fasi. Xi Jinping prenderà parte alle discussioni che verteranno, tra le altre cose, su temi quali economia e commercio mondiale, economia digitale, sviluppo inclusivo e sostenibile, infrastrutture, clima, risorse energetiche e ambiente. Il capo di Stato cinese esporrà in modo approfondito le proprie opinioni sulla situazione economica mondiale, dandosi da fare per risolvere i problemi attuali e afferrare la direzione generale dell'economia globale".

Allo stato attuale, gli unilateralismi e il protezionismo hanno severamente colpito l'ordine economico internazionale. I rischi e le incertezze cui è posta dinanzi l'economia mondiale sono aumentati notevolmente. L'attenzione di tutte le parti è focalizzata su un aspetto in particolare: questo vertice del G20, ovvero il principale forum internazionale sulla cooperazione economica, riuscirà ad accrescere la fiducia dei mercati? In merito, Zhang Jun ha sottolineato che la Cina intende dare il proprio contributo affinché il summit di Osaka ottenga risultati positivi.

Secondo i dati della WTO, il "World Trade Outlook Indicator" relativo al secondo trimestre del 2019 si è attestato a quota 96,3, il valore più basso dal marzo 2010. Il "World Investment Report 2019", pubblicato recentemente dalla Conference on Trade and Development dell'Onu, mostra che gli investimenti diretti transnazionali globali dell'anno scorso hanno registrato un calo del 13%, toccando quota 1300 miliardi di dollari, il punto più basso dall'inizio della crisi finanziaria globale. A tal proposito, Wang Shouwen, vice ministro del Commercio cinese e vice rappresentante per i negoziati commerciali internazionali, ha analizzato ulteriormente la questione: "Alcuni Paesi perseguono l'unilateralismo e il protezionismo. Abusano di misure di rimedio commerciale e clausole speciali per la sicurezza nazionale e impongono arbitrariamente dazi doganali addizionali contro i propri partner commerciali, costituendo - ha proseguito Wang - una seria minaccia per gli investimenti commerciali globali e la crescita economica mondiale. I membri del G20 rappresentano le principali economie del mondo e hanno la responsabilità e la capacità di agire di concerto in difesa del multilateralismo e del libero scambio. La Cina intende lavorare con tutte le parti per favorire un orientamento politico aperto e creare un ambiente commerciale e di investimento libero, equo, non discriminatorio, trasparente, prevedibile e stabile per le imprese e gli investitori dei vari Paesi".

Il 18 giugno scorso, il presidente cinese Xi Jinping ha avuto un colloquio telefonico con il presidente Usa Donald Trump. In tale occasione, il presidente americano ha espresso la volontà di incontrare Xi Jinping durante il Vertice del G20. In risposta, anche Xi si è detto favorevole di incontrare Trump durante il summit per discutere con quest'ultimo le questioni fondamentali riguardanti lo sviluppo delle relazioni sino-americane. Secondo quanto reso noto nella conferenza stampa di oggi, i gruppi di lavoro delle due parti stanno comunicando tra loro e predisponendo i preparativi per questo incontro, durante il quale i leader dei due Paesi dovrebbero avere uno scambio di vedute su fondamentali temi di interesse comune.

Con il rafforzarsi della tendenza all’unilateralismo e al protezionismo, entrambi contrarii alla globalizzazione, gli Stati Uniti hanno provocato unilateralmente degli attriti commerciali divenuti con il tempo sempre più aspri. Questo ha esercitato un’influenza – pur se di diversa intensità – sui Paesi del G20. Essi si troveranno dunque a fronteggiare nuove e più complesse sfide nel corso dell’imminente vertice di Osaka.

La Cina è uno dei membri del G20, e alla riunione di Hangzhou nel 2016 ha presentato una “panacea” per favorire una nuova crescita dell’economia mondiale. All’interno della ricetta proposta da Beijing figurano un maggiore coordinamento delle politiche macroeconomiche, metodi di sviluppo innovativi, lo slancio della crescita mineraria, il miglioramento della governance economica globale, la creazione di un'economia mondiale aperta e la promozione di una crescita sostenibile e inclusiva. Con questa “ricetta” la Cina ha fatto mostrato chiaramente un atteggiamento da grande Paese responsabile, e per questo è stato apprezzato dalla comunità internazionale.

In un contesto di aumento dei rischi e dell’incertezza su scala globale tutto il mondo si aspetta che il G20 possa essere il luogo d’incontro per una “squadra che agisce” e non un “salotto per fare conversazione”. In questo senso i partecipanti saranno chiamati a coordinare le loro posizioni, a trattare le divergenze in modo appropriato, a cercare di raggiungere degli accordi e a rafforzare la cooperazione. Solo così sarà possibile allontanare le nubi nere che si sono addensate sull’economia mondiale.

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