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GionnyScandal, tra rap e pop canto l'amore

"Cresci, maturi, ti succedono cose, vai avanti e cambi in maniera naturale". GionnyScandal, all'anagrafe Gionata Ruggieri, 29 anni il 27 settembre, tra i rappresentanti della nuova generazione rap in Italia, racconta così Buonanotte, il nuovo singolo in uscita il 25 settembre per Virgin Records (Universal Music Italy). Un brano (prodotto da Sam Lover) nato a giugno in una dimensione più intima dell'artista e primo assaggio di un disco che verrà, dopo Black Mood uscito nel 2019.

"L'ho scritto una notte che mi sentivo solo. Mi ero lasciato con la mia ragazza - racconta GionnyScandal -. E dato che io sono più bravo con la scrittura che non con i gesti a mostrare quello che sento, è venuto fuori questo pezzo, un augurio di dolce notte rivolto alle persone a noi più care. Buonanotte è tutto quello che non ho mai avuto il coraggio di dire, anche se è la forza dell'amore che riesce a darci la forza di andare avanti e a sorridere, facendoci superare ostacoli e momenti bui". Neanche a dirlo, la poesia pop rap è andata a buon fine e Gionny ha riconquistato la sua fidanzata. Sicuro di conquistare anche il suo pubblico. "Ho sempre parlato d'amore e questo dunque non lo stupirà, dal punto di vista musicale, i cambiamenti nel sound sono insiti nella crescita di ciascuno di noi. Vengo dall'emocore, ho lanciato l'emo trap, so rappare e scrivere ritornelli accattivanti, di certo non farò lirica, ma non mi piace fare sempre le stesse cose". Il brano è il primo singolo dopo il lockdown, "anche se ho lavorato parecchio". Prima che si bloccasse tutto, lui era al lavoro sul nuovo album. "Ma poi si è fermato tutto, anche perché per me non ha molto senso fare un disco se non c'è un tour in previsione. Ora l'ho ripreso in mano, ma non sarà pronto prima del prossimo anno, quando magari si potrà tornare anche ai live", spiega. Perché l'auspicio è che si trovi quanto prima una soluzione. Una soluzione che non siano i drive-in o lo streaming. "La figata di un concerto è stare tutti insieme, gomito a gomito, non chiusi dentro una macchina o distanziati. E non so se accetterei di fare concerti in questo modo". Intanto Gionny ai concerti va poco o niente: "ho paura di farmi influenzare e per lo stesso motivo non ascolto musica italiana, per non rischiare che qualcosa mi rimanga in testa e diventi plagio".

Con alle spalle una storia complicata (adottato da piccolo dopo essere stato abbandonato, ha perso entrambi i genitori ed è stato cresciuto dalla nonna), il rap è stato il modo per esprimere il suo mondo emotivo (e non solo). "Il rap mi è sempre piaciuto, a prescindere dalla mia storia personale, che però ha influito sul mio modo di scrivere. Penso che per essere davvero un artista devi aver sofferto. Senza sofferenza che arte è? Al massimo puoi essere un interprete". Il rap spesso affiancato alle lotte sociali, alla rivalsa delle classi più svantaggiate. E anche per questo Ghali nei giorni scorsi aveva richiamato tutti i colleghi a esporsi sulla vicenda di Willy, il ragazzo ucciso a Colleferro dal branco. "Quando succedono certe cose, ha ragione Ghali, bisogna farsi sentire, non aver paura di dire ciò che si pensa - afferma GionnyScandal, che durante il lockdown si è messo a disposizione dei bisognosi del suo paese, Meda, per occuparsi della loro spesa, ricevendo una trentina di richieste - però al tempo stesso siamo artisti e non educatori. Allora dovremmo intervenire sempre, ogni giorno, per non risultare incoerenti: ma come si fa?".

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