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Italy

I migranti che arrivano in Calabria in barca a vela e il giallo degli scafisti russi

Un altro sbarco di migranti sulle coste della Calabria, ancora una volta la traversata è stata compiuta con una barca a vela. E come era già avvenuto in altre circostanze, si scopre che gli scafisti sono dei russi: skipper che si prestano a compiere la traversata tra la Turchia e l’Italia e che una volta sbarcati provano a dileguarsi. È andata male stavolta a due trafficanti che sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza: ma il ripetersi di arresti di questo tipo - sempre di cittadini russi, sempre lungo la rotta che porta i migranti in Calabria - fa pensare all’esistenza di una organizzazione strutturata.

Avvistati dal cielo

L’imbarcazione a vela è stata intercettata alle prime luci di questa mattina, sabato, al largo di Crotone: un aereo di Roan della Fiamme Gialle l’aveva già avvistata venerdì e la stava tenendo d’occhio proprio perché sospettava potesse trasportare migranti. Il veliero ha cominciato poi ad andare alla derive, è stato soccorso da unità della Guardia di Finanza poche miglia al largo di isola Capo Rizzuto e qui i sospetti sono divenuti realtà: sotto coperta i militari hanno infatti trovato 54 migranti di nazionalità pachistana, tutti uomini e un buone condizioni. Sono stati fatti sbarcare e avviati in un centro di prima accoglienza della zona. Hanno raccontato di essere salpati da Bodrum, in Turchia. Contemporaneamente sono stati arrestati i due scafisti, come detto cittadini russi; probabilmente il loro obiettivo era quello di fuggire una volta toccata terra in Italia.

I precedenti, sempre in Calabria

Il dettaglio è importante: la gestione della rotta dei migranti che ha come punto di arrivo la Calabria è gestita da cittadini di quella nazionalità. È quanto gli inquirenti hanno potuto verificare dopo uno sbarco avvenuto nel febbraio scorso sempre nella zona di Crotone: in quella circostanza i trafficanti erano stati rintracciati in un albergo poco lontano dal punto di approdo; e ancora prima il copione si era ripetuto a ottobre e a gennaio, sempre con le medesime caratteristiche. I precedenti rimontano addirittura al 2014 ma non è escluso che in questi anni ci siano stati anche sbarchi «fantasma» sfuggiti alle forze dell’ordine, con gli skipper che tentano di avvicinarsi il più possibile alla costa per poi invertire la prua e fare ritorno verso le basi di partenza.

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