logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo
star Bookmark: Tag Tag Tag Tag Tag
Italy

Impeachment, la difesa di Trump: “Volete strappare i voti degli elettori”

NEW YORK - «Volete cancellare la volontà del popolo espressa nell’ultima elezione. Volete strappargli le schede elettorali». È questo l’argomento principale con cui ieri la difesa di Donald Trump ha esordito nel procedimento di impeachment. Al Senato la maggioranza repubblicana non ha bisogno di essere convinta, dovrebbe votare compatta per l’assoluzione del presidente già incriminato alla Camera (da una maggioranza di colore opposto).

Perciò quel che accade sulla collina del Campidoglio a Washington, e viene trasmesso in diretta su tutti i canali tv e siti dei giornali, è rivolto verso un’altra audience: l’opinione pubblica. Il capo della squadra legale che difende Trump, Pat Cipollone, ha battuto più volte sullo stesso tasto: i democratici cercano di prendersi una rivincita giudiziaria dopo aver perso alle urne nel 2016, e quando mancano nove mesi alle prossime presidenziali. «Vogliono perpetrare — ha detto l’avvocato del presidente — la più massiccia interferenza elettorale della storia americana e non possiamo accettare che accada». Il messaggio alla base repubblicana e a tutti coloro che votarono Trump poco più di tre anni fa è: la sinistra vuole sospendere la democrazia, non si fida di voi, vuole che a decidere sul futuro della presidenza sia un gruppo ristretto di parlamentari, non il popolo americano. Trump deve essere convinto che questi messaggi siano efficaci, infatti dalla Casa Bianca usa Twitter per fare pubblicità alle sedute del Senato.

Nel merito delle accuse, la controffensiva repubblicana si basa sugli argomenti preparati da avvocati-celebrity: Ken Starr che fu l’accusatore di Bill Clinton nell’impeachment del 1998; Alan Dershowitz che difese il campione O.J.Simpson accusato di uxoricidio, e più di recente il finanziere Jeffrey Epstein accusato di molestie sessuali su minorenni. Nella prima metà del procedimento, in cui la Camera ha agito nella funzione della pubblica accusa o della procura, l’istruttoria su Trump si è conclusa con due incriminazioni. I reati da impeachment che gli sono contestati sono l’abuso di potere per avere fatto pressione sull’Ucraina (minacciando di non versarle aiuti militari) affinché indagasse sulle attività locali del figlio di Joe Biden, avversario politico; e l’ostruzione del Congresso per avere impedito diverse testimonianze e avere resistito ad alcune ingiunzioni di pubblicare documenti di Stato.
Per i democratici, che hanno trasmesso i due capi d’imputazione e le relative istruttorie al Senato, questi sono reati per i quali la Costituzione prevede che un presidente sia destituito dal suo incarico (nel qual caso gli subentra il vicepresidente). Occorre una maggioranza qualificata dei due terzi al Senato, perché scatti la condanna. La difesa repubblicana contesta che il presidente abbia commesso alcun reato. La pressione sull’Ucraina, sostengono i legali del presidente, fu motivata dalla preoccupazione sulla corruzione dilagante in quel Paese; l’aiuto militare di 400 milioni alla fine fu versato. In quanto all’ostruzione del Congresso, le parti si scontrano sui confini del potere esecutivo e sulla natura esatta delle prerogative presidenziali. Il capo della Corte suprema, il giudice John Roberts, presiede i lavori del Senato durante l’impeachment. È anche lui repubblicano, come la maggioranza dei senatori e dei giudici costituzionali.

Il team della difesa avrà ancora due o tre giorni a disposizione. Si prevede che li userà anche per tirare in ballo la famiglia Biden: gli affari del figlio Hunter in una società energetica di Kiev, condotti mentre il padre Joe era vicepresidente di Barack Obama e seguiva alcuni dossier di politica estera tra cui l’Ucraina. Ma le questioni di merito rischiano di passare in secondo piano agli occhi dell’opinione pubblica. La maggioranza degli americani ha già deciso in cuor suo da tempo.


Impeachment, la difesa di Trump: “Volete strappare i voti degli elettori”
Per molti democratici Trump è un presidente illegittimo e l’impeachment forse andava avviato ancora prima, quando ci fu il Rapporto Mueller sull’ingerenza di Vladimir Putin nella campagna del 2016 contro Hillary Clinton. Per i repubblicani la sinistra è a caccia di pretesti per far fuori con mezzi giudiziari un presidente regolarmente eletto, e in procinto di sottoporsi ad un nuovo verdetto degli elettori il 3 novembre. Mancano pochi giorni alla primaria dell’Iowa, che il 3 febbraio apre la stagione delle consultazioni con la base democratica. Il procedimento dell’impeachment fu voluto dall’ala sinistra del partito, inizialmente osteggiato dalla presidente della Camera Nancy Pelosi che rappresenta il centro moderato. Il verdetto delle primarie finirà anche per funzionare come una resa dei conti fra le due anime del partito, che all’ultima fase dell’impeachment sono arrivate unite solo in apparenza.
Themes
ICO