Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 9.200 nuovi casi di leucemie, le cui forme acute rappresentano più del 25 per cento dei casi di tutti i tumori dei bambini. Per mettere al centro il tema il 21 giugno si celebra la Giornata nazionale per la lotta contro Leucemie, linfomi e mieloma, promossa dall’Ail. L’idea è raccontare i progressi della ricerca ed essere vicini ai pazienti con incontri, iniziative di sensibilizzazione e raccolte fondi organizzati in molte città italiane. Per tutto il giorno, inoltre, otto illustri ematologi risponderanno al numero verde 800.22.65.24 per dare informazioni sulle malattie e i centri di terapia. In occasione dei 50 anni dell’Ail a fianco dei malati ematologici e a sostegno della ricerca scientifica, una delegazione composta da esponenti dell’associazione, volontari, ricercatori ed ex pazienti sarà ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Negli ultimi anni si è assistito a una “rivoluzione della speranza” contro forme di malattie del sangue come le leucemie acute e le mielodisplasie. Contro queste patologie ci sono otto nuovi farmaci. Nel presentare la giornata nazionale, gli esperti hanno spiegato che si stanno facendo grandi passi avanti nello sviluppo di nuovi farmaci promettenti in termini di prolungamento della sopravvivenza. Nell’arco di pochi anni sono stati approvati, sia negli Stati Uniti che in Europa, un numero di nuovi farmaci come non si era visto nei 40 anni precedenti. “La sfida più rilevante per gli esperti è ora imparare a usare al meglio questi nuovi farmaci sia per offrire cure il più efficaci possibili che per minimizzarne le tossicità e gli effetti collaterali”, ha spiegato Adriano Venditti, professore di Ematologia a Tor Vergata.

Tra i farmaci più promettenti che saranno disponibili a breve c’è la gemtuzumab ozogamicina, un anticorpo monoclonale che insieme alla chemioterapia può di prolungare di circa nove mesi la durata della risposta in alcune categorie di leucemie mieloidi acute. Il CPX-351 è capace invece di dare risposte ai pazienti di età superiore ai 60-65 anni con forme di Leucemia mieloide acuta molto aggressive. Poi vi sono le sindromi mielodisplastiche, un gruppo eterogeneo di malattie, prevalenti tra gli anziani, caratterizzate da una difettosa produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine: “Grazie al miglioramento delle tecniche diagnostiche e alla possibilità di meglio caratterizzare la malattia dal punto di vista molecolare”, ha detto Maria Teresa Voso, associata di Ematologia a Tor Vergata, “la disponibilità di farmaci mirati sta diventando sempre più concreta”.