Italy

Milan-Juve 4-2: due schiaffi, poi Ibra, Kessie, Leao e Rebic  E si riaprono i giochi scudetto

Tre gol in cinque minuti e venti secondi. Stefano Pioli ha aspettato 15 partite per battere la Juve da allenatore, ma questa notte folle di San Siro senza tifosi non se la dimenticherà mai. Il Milan ribalta la regina, che si era portata avanti a inizio ripresa con due ripartenze di qualità, firmate Rabiot e Ronaldo. Sembrava tutto finito. La partita e la corsa scudetto. Ma il calcio è bello e imprevedibile. E in un lampo accecante succede quello che nessuno potrebbe prevedere. Da 0-2 a 4-2. Forza e pazzia. Anche il clamoroso calo di tensione della capolista, che si perde sul più bello e subisce una dura lezione. Ibrahimovic accende la miccia rossonera su un rigore concesso grazie alla Var per un braccio di Bonucci, poi in cento secondi Kessie e Leao (appena entrato) portano avanti il Diavolo. Rebic, dieci minuti prima del novantesimo, chiude il conto.

Dopo la Lazio, la Juve. Il Milan per una notte è quinto come nei sogni più belli. Pioli si gode il trionfo. Uno schiaffo a Gazidis e a Rangnick che sta per arrivare. La capolista è annichilita. La difesa, senza De Ligt, frantumata. Lo scudetto resta saldamente nelle sue mani, con 7 punti di vantaggio sulla Lazio, sconfitta a Lecce. Ma questa batosta, identica a quella subita da Conte a Firenze nel 2013, rischia di lasciare il segno. E sabato, allo Stadium, arriva l’Atalanta.

Si comincia con un omaggio toccante al maestro Ennio Morricone. Sarri rinvia ancora il turnover e cambia lo stretto indispensabile, rilanciando il tenero Rugani nel cuore della difesa e Higuain al centro dell’attacco per gli squalificati De Ligt e Dybala. L’assenza della Joya, 5 gol nelle ultime cinque partite, è penalizzante. Pioli non rischia subito l’acciaccato Calhanoglu e sistema Rebic accanto a Ibrahimovic in un 4-4-2 con Paquetà largo a sinistra. Il Milan parte aggressivo, ma le occasioni sono della Juve, un calcio piazzato di Bernardeschi che Bonucci sfiora soltanto e un tiro a girare di Ronaldo, deviato da Conti, ma lo stesso molto pericoloso. Ibra è un diavolo, sempre vigile e insidioso e prima dell’intervallo trova anche il gol, ma in fuorigioco. Higuain, invece, non gira anche se è suo il primo tiro nello specchio della porta di Donnarumma.

Nella ripresa è una partita a cinque stelle, anche se piena di errori. Pioli dà impressione di giocarsi il tutto per tutto con Calhanoglu. Ma è la Juve a rompere l’equilibrio con la splendida rete di Rabiot. Il francese anticipa Bennacer, semina Kessie, fulmina con un tunnel Theo Hernandez, strega anche Romagnoli e dopo una corsa di settanta metri trova l’incrocio dei pali. Nel giro di sei minuti Ronaldo sfrutta il lungo lancio di Cuadrado e raddoppia. Poi la raffica dei gol milanisti. E prima del 4-2 di Rebic, Donnarumma evita il 3-3 con un miracolo su Rugani. È la notte del Diavolo.

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