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Minacce a Patronaggio Solidarietà per il pm


PALERMO - Dopo le minacce di morte al pm Luigi Patronaggio, a cui è stata inviata una lettera in cui lo chiamano "zecca" e lo avvisano che è nel mirino, tante le manifestazioni di solidarietà arrivate.

"Massima solidarietà al procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, da parte di tutto il Ministero per le minacce ricevute. Chiederei agli esponenti politici, almeno in questi casi, di evitare strumentalizzazioni". Cosi su Twitter il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

"Il gruppo parlamentare del M5s all'Assemblea siciliana - si legge in una nota - esprime solidarietà al procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio per le minacce ricevute e condanna senza se e senza ma ogni forma di intimidazione e violenza".

"Un fatto gravissimo ed inquietante, che riporta l'Italia indietro nel tempo ad un periodo buio della Repubblica. Un fatto che - dice il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando - per i suoi contorni non può non avere una risposta pronta ed immediata da parte del presidente del Consiglio e del ministro della Giustizia, perché è ormai evidente che le posizioni razziste e violente di una parte politica stanno inquinando i pozzi della cultura democratica e della convivenza civile in Italia; una convivenza che nel dialogo e nell'accoglienza hanno i propri capisaldi".

"Solidarietà" al Procuratore Patronaggio destinatario di "pesantissime minacce", accompagnata dall'auspicio che "nel dibattito pubblico cessi l'utilizzo di toni esasperati". Il Csm reagisce così alla busta con proiettile recapitata al capo dei pm di Agrigento. E' stato il vice presidente Giovanni Legnini a esprimere a nome di tutto il plenum "vicinanza, solidarietà e condanna per le gravi minacce", così come la speranza di un abbassamento dei toni nel dibattito pubblico. Prima di lui era stato il consigliere Piergiorgio Morosini (Area) a puntare l'indice sull'"utilizzo di toni esasperati", e il togato Luca Palamara (Unicost) a manifestare "solidarietà e vicinanza" al collega Patronaggio.

"Apprendiamo con sconcerto e preoccupazione la notizia del grave atto intimidatorio subito dal collega Luigi Patronaggio, destinatario di una busta con all'interno un proiettile e un biglietto di minacce. Esprimiamo la vicinanza dell'Anm, assicurando che l'azione dei magistrati non sarà mai condizionata da vili atti intimidatori, come questo che condanniamo con fermezza". Così il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci.

"Solidarietà e assoluta vicinanza al procuratore Patronaggio, massima vigilanza e responsabilità per il clima d'odio che sta crescendo nel paese", ha detto Claudio Fava presidente della commissione regionale antimafia in Sicilia.

"Al procuratore Luigi Patronaggio, siciliano con la schiena dritta e la testa alta, il mio sostegno e la mia solidarietà per le minacce ricevute. Lo Stato è più forte dei ciarlatani che soffiano sul fuoco, dei cretini e dei delinquenti", scrive su Twitter il senatore del Pd, Davide Faraone.

Non è persona che si intimidisce, non è persona che si sposta di un millimetro dai passi che ritiene giusto fare; ogni minaccia e ogni violenza denotano vigliaccheria, quelle a uomini dello Stato e della Legge ci toccano di più, specie a noi siciliani". Così Mila Spicola, componente della segreteria nazionale del Partito democratico in merito alle minacce subite dal pm di Agrigento Luigi Patronaggio. "A un uomo coraggioso come Luigi Patronaggio - aggiunge - esempio di rettitudine per chi cresce e conforto per chi crede nella legalità e nel senso dello Stato, la mia solidarietà per le ignobili minacce subite".

"Il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha ricevuto una busta con un proiettile e minacce di morte a causa delle indagini che sta svolgendo sul caso Diciotti. Ho lavorato con lui, so che ciò non lo farà arretrare di un millimetro". Pietro Grasso, senatore di Liberi e uguali ed ex presidente del Senato, lo scrive su Twitter esprimendo solidarietà al Procuratore di Agrigento.

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