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No di Conte ad altre maggioranzeMa Renzi: intesa con noi o lasci

ROMA Un possibile show down nella maggioranza appare sempre più vicino, fra una settimana sia il Pd che Italia viva terranno le rispettive assemblee e i leader prenderanno la parola per dire la loro sulla possibilità di andare avanti con l’esecutivo nella forma in cui lo conosciamo oggi.

Ufficialmente nessuno vuole una crisi e ieri da Palazzo Chigi è arrivata una nota sia per smentire che Conte sia alla ricerca di una nuova maggioranza, senza Italia Viva, sia per affermare per c’è ancora uno spazio di lavoro congiunto con il partito di Matteo Renzi: «Si chiarisce che il presidente non è alla ricerca di altre maggioranze diverse da quella che attualmente sostengono il governo», si legge nella nota: «Conte è impegnato con i tavoli di lavoro per l’agenda di governo 2023, tavoli a cui partecipano tutte le forze di maggioranza, IV inclusa. L’unico pensiero del presidente è rilanciare l’azione di governo per far partire le tante riforme che il Paese aspetta».

Ma se questa è la parte ufficiale, c’è una versione ufficiosa, anche alla luce del lungo incontro fra il premier e il presidente della Repubblica di sabato mattina. Nel Palazzo del governo hanno sondaggi, di cui non fanno mistero, secondo i quali Italia Viva sarebbe al 2%, con un margine di errore proprio di due punti, quindi «potrebbero essere prossimi anche allo zero». Una costatazione che fa il paio con la certezza di spuntare un voto di fiducia anche al Senato, in caso di conflitto aperto con Renzi. Si parla anche di messaggi «registrati» in cui parecchi renziani si dichiarano pronti a tornare nel Pd pur di evitare una crisi di governo. Insomma vari fattori che rendono al momento Giuseppe Conte piuttosto sicuro di poter proseguire nell’azione di governo, con e senso il sostegno del partito di Renzi.

Nel frattempo, fanno sapere le fonti del partito, Renzi ha confermato che parteciperà anche alla conferenza stampa sul piano shock di 120 miliardi di euro per l’economia previsto per giovedì mattina.

Ma non è finita qui, c’è anche un messaggio molto duro: «Se davvero Conte non riuscisse a portare a casa i responsabili, ed è difficile immaginare che il tentativo riesca, per il premier ci sarebbero solo due strade. O un accordo con quel Renzi che fino ad oggi è stato attaccato dalle veline di Chigi e direttamente dal premier o le dimissioni», aggiungono ancora fonti di Italia viva.

Insomma la parola tregua è al momento quantomeno fuori luogo, Conte non ha alcuna intenzione di farsi logorare come in passato è accaduto a Bersani, o a Letta e Gentiloni, promette che d’ora in poi risponderà per le rime ad ogni dichiarazione polemica dell’ex premier, è convinto che quello di Italia Viva sia solo un bluff perché i numeri del Senato direbbero che l’esecutivo verrà comunque tenuto in piedi da tutti coloro che vedono le urne anticipate come il fumo negli occhi.

Già oggi Conte ha convocato tre tavoli di lavoro, su Scuola, Salute e Sicurezza: un primo test da cui si vedrà se i rappresentanti di Italia Viva parteciperanno, quale sarà il clima, se davvero esistono modi per ricomporre la frattura fra Conte e Renzi.

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