Italy

Ponte, tra pochi giorni rientro nelle case

Il moncone di ponte Morandi che incombe sulle case di via Porro e via Fillak

Il moncone di ponte Morandi che incombe sulle case di via Porro e via Fillak

Genova - «Da domani o dopodomani dovrebbero entrare in funzione i sensori sui monconi del ponte Morandi, poi ci vorranno dai tre ai sette giorni di monitoraggio e finalmente potremo rientrare a casa a prendere le nostre cose». Franco Ravera, presidente del Comitato degli sfollati, fa il conto alla rovescia dei giorni che mancano al rientro delle 258 famiglie nelle loro abitazioni, almeno per il tempo necessario a recuperare in beni più cari e più utili. Le regole di sicurezza anticipate dai vigili del fuoco sono precise: in casa ci sarà una sola persona per famiglia per un massimo di due ore.

Ponte Morandi, lo Speciale del Secolo XIX

La bandiera di Genova sul Morandi, Bucci e Toti: «Vale più di mille parole»

«Non nascondo che stiamo mal digerendo questa modalità di rientro, troppo restrittiva: una persona può fare davvero poco in due ore, vorremmo poter entrare almeno in due per famiglia», spiega Ravera. Martedì il comitato vedrà il sindaco di Genova Marco Bucci, nel consueto incontro settimanale, e giovedì ci sarà una riunione con i vigili del fuoco per trovare una mediazione tra le esigenze degli sfollati e le regole di sicurezza.

Martina stasera a Genova: «Il decreto è preoccupante»

«Il Governo nel `Decreto Genova´ non ha chiarito come si gestisce lo smantellamento del ponte Morandi, né come avverrà la ricostruzione, entro quali tempi e quale sarà la regola d’ingaggio per caricare sul concessionario gli oneri della ricostruzione, il tutto è preoccupantè’. Lo denuncia il segretario nazionale del Pd Maurizio Martina stasera a Genova in un faccia a faccia con uno degli sfollati del ponte Morandi, prima di un incontro di solidarietà organizzato dal partito per la tragedia del 14 agosto. «Le possibilità di dialogare con il Governo sul decreto sono state pochissime, - aggiunge Martina - il Pd è ancora aperto e disponibile a dare una mano, scontrarsi e non decidere come ha fatto finora il Governo è un errore».

Le reazioni in politica

Fornaro (Leu): «Tempo scaduto per la propaganda»

«Genova e i genovesi hanno il diritto di sapere quando inizieranno i lavori per la demolizione di quel che rimane del Ponte Morandi e quando inizierà la ricostruzione di quello nuovo. Domande legittime a cui il Governo Conte non sta dando risposte e date certe. Toninelli si ricordi di essere un ministro della Repubblica e non un battutista. A un mese dal crollo del ponte ogni giorno che passa i problemi di Genova si aggravano con buona pace dei comunicatori governativi. La pazienza dei cittadini e delle imprese genovesi è al limite. Il tempo per la propaganda è scaduto». Lo afferma il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro.

Rossetti (Pd): «Ora si decida»

«Ieri parlando con la gente dei quartieri intorno alla zona rossa si capiva bene che il tempo è scaduto. Cinque stelle, Lega e Forza Italia escano dai giochi di potere e trovino un commissario che disponga come e quando togliere i monconi, come e quando partire con il nuovo ponte. La Lega voleva Rixi o Bucci, Toti voleva se stesso, i 5stelle nessuno di loro. Incidono sulla decisione le prossime elezioni regionali». È quanto dichiara il consigliere regionale del Pd Liguria, Pippo Rossetti. «Dopo 32 giorni di conflitti, non solo la tempestività è diventata urgenza, - aggiunge - ma abbiamo tutti ancora grandi perplessità sui contenuti della bozza di decreto portata a Genova dal premier, sia per le questioni economiche che finanziarie ma anche per la tutela del lavoro e del porto».

Cesa (Udc): «I lavori partano immediatamente»

«Si devono far partire subito i lavori per il ponte di Genova e invece abbiamo purtroppo assistito a un decreto che di tutto parla fuorchè della nomina del commissario e dei relativi poteri straordinari». Lo ha affermato il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, che oggi, dopo due giorni, ha chiuso la festa del partito al Palazzo della Fonte di Fiuggi, in provincia di Frosinone. « Non voglio infierire - ha aggiunto Cesa - ma chiedo un atto di responsabilità ed esprimo tutto il mio apprezzamento al presidente della Regione Toti e al sindaco di Genova che hanno dimostrato un senso di positiva concretezza».

La proposta di Fit Cisl: servizio di trasporto gratuito per i dipendenti dell’area portuale»

Sviluppare un servizio di trasporto pubblico gratuito all’interno del Porto di Genova a fasce orarie prestabilite, con autobus Amt, che dalla Stazione Marittima conduca i lavoratori presso tutti i terminal del vecchio Porto di Genova. È la proposta che Fit Cisl Liguria lancia, con l’obiettivo di decongestionare il traffico cittadino dopo i disagi causati dal crollo di Ponte Morandi. Il servizio dovrà essere rivolto solo ai possessori del tesserino identificativo rilasciato dall’Autorità di Sistema, dipendenti dei terminal, della Culmv e delle aziende situate all’interno del Porto di Genova. Con questa iniziativa, invece, avrebbero la possibilità di utilizzare il servizio di trasporto pubblico - ad esempio la metropolitana fino alla fermata di Principe - e di servirsi, ad orari stabiliti, di un mezzo dedicato sino al proprio posto di lavoro.

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