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Punture di insetto: cosa fare quando si viene punti e i rimedi contro prurito e gonfiore

Soprattutto in estate, tra api, vespe, tafani, zanzare e calabroni, il rischio di essere punti da un insetto è piuttosto alto. E se la puntura di una zanzara causa generalmente solo prurito e fastidio, quelle di altri insetti sono spesso più dolorose, se non addirittura pericolose, soprattutto per bambini molto piccoli e persone allergiche al veleno, per le quali esiste il rischio che si verifichi il cosiddetto "shock anafilattico".
Vediamo quindi cosa fare quando si viene punti da un insetto e i rimedi per combattere prurito e gonfiore.

I sintomi della puntura di insetto

Le punture di insetti sono provocate da animali come api, vespe, zecche, calabroni, zanzare e tafani che attaccano le persone per difesa oppure perché hanno bisogno del sangue umano per sopravvivere. I segni di una puntura d'insetto rappresentano quindi il risultato dell'iniezione di veleno o di altre sostanze irritanti nella cute. Per la maggioranza della popolazione le punture di insetti non rappresentano un pericolo per la salute, a meno che non vengano attaccate zone delicate, come occhi, labbra, lingua e gola; tuttavia, queste punture possono essere pericolose per i bambini molto piccoli e per le persone allergiche alla sostanza iniettata o al veleno, causando il cosiddetto shock anafilattico, che coinvolge il sistema circolatorio e quello respiratorio e che richiede un intervento medico immediato.
Generalmente, i sintomi di una puntura di insetto sono:

In caso di reazione allergica in corso, invece, i sintomi sono più intensi e gravi, rendendo assolutamente necessario un immediato ed adeguato intervento medico. Secondo la classificazione di Mueller, questi sintomi possono essere divisi in quattro stadi, in base alla gravità delle reazioni generalizzate:

  • stadio 1 (lieve) - i sintomi sono orticaria generalizzata, prurito, malessere, ansia;
  • stadio 2 (moderato) - i sintomi precedenti più almeno due dei seguenti: edema, vertigini, nausea, dolori all’addome, vomito, diarrea;
  • stadio 3 (grave) - i sintomi dello stadio 2 più almeno due dei seguenti: difficoltà a respirare (dispnea), difficoltà a deglutire (disfagia), secchezza delle fauci, difficoltà di parola (disartria), voce rauca (disfonia); vista annebbiata, angoscia con senso di morte imminente, stato confusionale;
  • stadio 4 (shock) - i sintomi dello stadio 3 più almeno due dei seguenti: colorazione bluastra (cianosi), riduzione della pressione sanguigna (ipotensione), svenimento (collasso), perdita di conoscenza, perdita del controllo degli sfinteri.

Cosa fare quando si viene punti

Generalmente, i sintomi delle punture di insetto si risolvono spontaneamente nel giro di 2/3 giorni. In assenza di reazioni allergiche, per alleviare più rapidamente i sintomi spiacevoli e fastidiosi di queste punture è opportuno:

Per ridurre il dolore, il prurito e il gonfiore è possibile:

In ogni caso, se il prurito e l'arrossamento della cute lesa peggiorano o non tendono a risolversi dopo pochi giorni, è consigliabile rivolgersi al proprio medico.

Puntura d'ape

Nel caso in cui si venga punti da un'ape è fondamentale rimuovere il pungiglione il più velocemente possibile: non importa come, l'importante è agire rapidamente, svolgendo questa operazione entro i primi 20 secondi dal contatto con l'insetto. In molti casi, infatti, l’apparato velenifero resta attaccato al pungiglione e finché rimane intatto continua a rilasciare veleno; pochi secondi di ritardo, anche se dovuti all'intenzione di agire nel modo più opportuno, determinerebbero un maggior rilascio di veleno e, di conseguenza, un danno maggiore.
Per rimuovere l’apparato velenifero e il pungiglione, raschia delicatamente tutta l’area interessata con un oggetto con il bordo smussato, come una carta di credito o un coltello da burro, evitando di utilizzare pinzette o qualsiasi altro oggetto che potrebbe perforare o spremere l’apparato velenifero e far peggiorare i sintomi.

Una volta rimosso il pungiglione, per alleviare dolore, prurito e tumefazione si può ricorrere ad un impacco freddo e ad un antistaminico per via orale o applicato sotto forma di crema.

Puntura di vespa, tafano o calabrone

Al contrario delle api, vespe, tafani e calabroni non lasciano il pungiglione e possono pungere ripetutamente. Se si è stati punti e l'insetto è ancora in zona, spostarsi con molta calma in un'area sicura per evitare ulteriori punture.
Poi, pulire la ferita e utilizzare acqua fredda o ghiaccio per alleviare il dolore e rallentare i processi infiammatori, ed eventualmente applicare una crema antistaminica o cortisonica.

Morso di zecca

Endemica in diverse zone montane d’Italia, la zecca è un insetto che si nutre di sangue per sopravvivere, inserendo la propria testa all’interno della pelle da cui succhia il sangue ed emettendo del veleno. Inoltre, la zecca dell’uomo è diversa dalla zecca del cane.
Fondamentale quando si viene morsi da una zecca è rimuoverla rapidamente e correttamente dalle pelle, tenendo poi sotto controllo eventuali sintomi a posteriori: le zecche, infatti, possono essere infette, trasmettendo malattie batteriche (la Borrelia, o Malattia di Lyme, dal batterio Borrelia burgdorferi) o virali (TBE, Encefalite da zecca).

Inoltre, quando si rimuove una zecca, è importantissimo fare attenzione a non spezzarla e che la sua testa non rimanga nella pelle: per togliere una zecca correttamente è necessario afferrarla con una pinza (in commercio si trovano pinze apposite per zecche) e ruotarla, come si svita un tappo di sughero. Se non ci si sente sicuri, è possibile rivolgersi ad un pronto soccorso.

Puntura di tracina 

Anche se non sono insetti, le punture di tracine sono frequenti nel periodo estivo. Queste, infatti, sono pesci d'acqua salata tipici dei fondali sabbiosi dai 2 ai 50 metri di profondità, dotati di spine velenifere lungo la pinna dorsale e sull'opercolo branchiale. Quando, inavvertitamente, si tocca una tracina, i suoi aculei penetrano nella pelle e rilasciano una tossina che provoca un dolore immediato e molto intenso.

Per alleviare il dolore è necessario sciacquare la parte colpita con acqua dolce per poi rimuovere gli eventuali aculei conficcati nella pelle. Inoltre, può essere utile mettere la parte colpita sotto la sabbia molto calda o anche in acqua calda:  il calore, infatti, distrugge il veleno e ne blocca la diffusione, donando un'immediata sensazione di sollievo. Evitare assolutamente di applicare ghiaccio o ammoniaca.

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