logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo
star Bookmark: Tag Tag Tag Tag Tag
Italy

Qualità e vendite a Gotha : 14 mila presenze in quattro giorni

Per Gotha, l’appuntamento di alto antiquariato, arti  e Novecento di Fiere di Parma, che si è chiuso domenica 11 novembre, doveva essere l’edizione del cambiamento  e così è stato. Lo è stato per il pubblico (14 mila presenze in quadro giorni), per l’alta  qualità delle opere (il lavoro del vetting commitee ha reso tutto più fluido) e per le vendite di cui una parte a facoltosi collezionisti d’oltre confine.
“Siamo molto soddisfatti dei risultati - ha dichiarato Ilaria Dazzi, Brand Manager di Gotha -. Abbiamo saputo attrarre un pubblico profilato e suscitato l’interesse di curatori museali anche stranieri”. Nei corridoi del pad 3 - viale delle Arti, viale Courbet, A.Martini e Petitot - si sono infatti intravisti  Sergey Khripun, curatore in Russia di diverse mostre d’arte, Elena Selina gallerista e  Direttore della Sezione  Museo di Arte Contemporanea "Garage" di proprieta' di Roman Abramovich , il gallerista Vladimir Dudchenko,  e Aidan Salakhova, famosa pittrice, gallerista e figlia del pittore Tair Salahov (le cui opere si trovano nella Galleria Tretyakov) solo per citarne alcuni.
Ora - ha aggiunto  Ilaria Dazzi - dobbiamo lavorare ulteriormente sull’internazionalizzazione, anche in vista di Gotha 2020, anno in cui Parma sarà città della cultura. Il nuovo format, un combinato di rarità tra Old master e Novecento ha comunque convinto pubblico ed espositori. Era proprio questa la nostra prima sfida”.
Più che un fiera Gotha si è proposta in questa quattordicesima edizione come un salotto dell'arte - sessanta le gallerie presenti - dall'atmosfera rilassata, ma con un'offerta di qualità elevata tipica delle opere museali rappresentando un viaggio nella storia della creatività umana. 
Come l’oscillum bifacciale in agata multicolore raffigurante Alessandro Magno e Filippo di Macedonia del sec XVI, una rara cassa nuziale gotica del 1400 o il Cristo in avorio con piedi e mani a pinna risalente al X-XI sec (l’unico esemplare simile è presso la Fondazione Gomez Pardo, Museo Felix Canada). Poi Canaletto, Camillo Procaccini, Guido Reni, Ligabue, Renato Guttuso e Giò Ponti e molti altri importanti nomi. 
Infine i gioielli, quelli coloratissimi di David Webb o i diamanti come lo  ‘Zimmi’ di tonalità (gialla) sconosciuta fino alla recente scoperta di una nuova miniera in Sierra Leone.
Rarità che hanno conquistato il pubblico tanto che sono bastati quattro giorni per chiudere da parte degli espositori importanti vendite. 
Se ne sono andati due vedute romane di Amedeo Bocchi, uno stipo a bambocci genovese del ‘600, un piatto in maiolica di Giò Ponti della serie “Le mie donne” del 1925 e una poltrona della Bottega Bugatti del 1910 stile Art Deco’.  
In particolare, le scelte degli operatori esteri, provenienti da Germania, Francia, Belgio, Russia, sono andate ai pezzi più classici, con una predilezione per i complementi d’arredo di epoca Impero, sculture in marmo (oggetti questi di grande rivalutazione sul mercato internazionale) e manufatti in pietra di alta epoca. Non sono mancati nel ranking i dipinti, per i quali svizzeri e francesi  hanno privilegiato soggetti sacri, ritrattistica e nature morte con una grande attenzione per la qualità e per lo stato di conservazione.
Poche le disclosure degli  espositori su prezzi e sulle opere vendute ma il riallestimento, per alcuni, degli spazi espositivi è stato l’indizio inequivocabile di affari ben conclusi. 
“Il servizio di supporto all’Esportazione dei Beni Culturali offerto dalle fiere, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali di Bologna, - ha concluso Dazzi - ha fatto la differenza permettendo ai buyer stranieri di poter esportare i beni riducendo al minimo i tempi di attesa dettati dalla rigida normativa italiana”.
A vincere, insomma, il nuovo format e un grande lavoro di squadra. 

Themes
ICO