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Robert Moreno: “Ho fatto la guardia di sicurezza e il commesso, poi la chiamata di Luis Enrique”

Robert Moreno è stato uno degli uomini più chiacchierati del 2019 in Spagna dopo la rottura con la Federazione Spagnola e del rapporto con Luis Enrique, di cui era stato assistente con la Roma, il Celta Vigo, il Barcellona e la nazionale spagnola. Il giovane tecnico asturiano ha guidato la nazionale iberica a Euro 2020 dopo i problemi familiari dell'ex allenatore del Barça ma dopo che la RFEF ha richiamato Luis Enrique il classe 1977 è stato chiamato dal Monaco.

Moreno è stato intervistato dal quotidiano francese L’Equipe e ha raccontato com'è nata la sua passione per la figura dell'allenatore di calcio e di come ha sviluppato le sue qualità di analista nel tempo:

Sognavo di fare l’allenatore da quando avevo 14 anni. Quando allenavo i ragazzini, ho comprato una telecamera e mi sono reso conto di quanto i video aiutassero i giocatori ad assimilare i concetti molto più rapidamente. E siccome sono sempre stato un appassionato di tecnologica, ho unito le mie due passioni. Erano mio padre o mia moglie che filmavano le partite. Dicevo a me stesso che era molto difficile diventare un allenatore professionista, la mia unica possibilità di trovare spazio era specializzandomi. E il lavoro con i video era destinato ad avere un futuro. Ma quando ho offerto i miei servizi a molti allenatori, mi hanno detto che era inutile. E parliamo di vent’anni fa.

Moreno: Ho fatto la guardia di sicurezza e il commesso, poi…

Robert Moreno ha raccontato il suo percorso lavorativo prima della chiamata di Luis Enrique, che non era esattamente inerente a quel tipo di lavoro:

Abbiamo bisogno di un match analyst, Luis Enrique vuole parlare con te. Devi smettere di lavorare in banca. Eh sì, lavoravo in banca. Il mio primo lavoro è stato come guardia di sicurezza in una stazione di servizio. Poi ho lavorato in diversi negozi di abbigliamento, dopo ancora in due imprese di informatica nei reparti commerciali e di logistica. Ho studiato legge tre anni, ma non mi piaceva, quindi ho cambiato e mi sono laureato in commerci internazionali. E poi alla fine sono finito alla Caixa, la cassa di risparmio di Barcellona. In quel momento mi sembrava impossibile diventare un allenatore professionista.