Italy

Scatta il nuovo Dpcm. Scuola, viaggi, bar, negozi: ecco tutte le regole

Scuole

Dall’asilo nido al liceo tutti a casa in tre regioni e nelle città a rischio alto

Niente più lezioni in presenza per tutti gli alunni, dagli asili nido alle scuole superiori, nelle regioni rosse: Molise, Basilicata e Campania. Lo stesso vale in tutti i Comuni dichiarati rossi con ordinanze locali, a prescindere dal colore della regione. Gli studenti con disabilità o con bisogni educativi speciali potranno continuare ad andare in classe. Nelle zone arancioni o gialle ad alto rischio (250 casi settimanali ogni 100 mila abitanti) i governatori potranno disporre la chiusure delle scuole. Così ad esempio ha deciso la Lombardia con tutti gli istituti chiusi, tranne i nidi. 

Bar e ristoranti

Niente pranzo né cena in due terzi d’Italia. Asporto non per tutti

In zona gialla bar e ristoranti sono aperti fino alle 18: si può pranzare fuori fino a un massimo di 4 persone per tavolo o prendere il caffè seduti al bar. In arancione è consentito solo l’asporto: lasagne e cappuccini a portar via per consumarli altrove. In zona rossa tutto chiuso. Dalle 18 alle 22, ora in cui scatta il coprifuoco, è ovunque possibile l’asporto sia di piatti che di bibite da ristoranti, negozi al dettaglio di bevande ed enoteche, ma non da bar e attività simili senza cucina. Via libera a oltranza alle consegne a domicilio. In Sardegna, unica zona bianca, bar aperti fino alle 21, ristoranti fino alle 23.

Negozi e mercati

Mascherine e distanze, lo shopping non si ferma. Mall chiusi nei weekend

Nessun limite allo shopping, se non quello di evitare assembramenti, nelle zone gialle e arancioni dove le serrande dei negozi restano alzate, spesso con orari di apertura e chiusura scaglionati e ingressi contingentati. Nelle zone rosse i negozi sono chiusi, tranne quelli di prima necessità: alimentari, farmacie, elettronica, ferramenta, edicole, profumerie, tabaccai, giocattolai e vivai. Mercati e centri commerciali sono chiusi ovunque nel weekend, nei festivi e nei prefestivi (tranne che in Sardegna) ma i negozi essenziali al loro interno possono restare aperti. In zona rossa fermi anche nei feriali.

Barbieri e coiffeur

Limiti a taglio e colore. Restano off limits terme e centri benessere

Barbieri, parrucchieri e centri estetici chiudono in zona rossa. Anche qui una scelta in controtendenza rispetto al decreto di Natale in cui sistemare il taglio o prenotare una manicure veniva considerato un servizio essenziale. Sempre in zona rossa stop anche a tutti gli altri servizi alla persona ad eccezione di lavanderie, tintorie e pompe funebri. Nelle altre aree, quelle gialle e arancioni, invece, ci si può ancora scorciare la frangia o la barba, fare la piega o la tinta, chiedere una ceretta. Restano invece sospese in tutta Italia le attività dei centri benessere e dei centri termali.

Palestre e piscine

Il fitness solo all’aperto. Ancora niente nuoto e sport di contatto

Non è tempo di tuffi o di zumba. Palestre e piscine restano chiuse in ogni città d’Italia. Sono consentiti solo gli allenamenti all’aperto e infatti molti centri fitness hanno deciso di ritirare fuori, su terrazzi o marciapiedi, i macchinari per bicipiti e dorsali. Via libera anche a yoga o aerobica nei parchi purché si mantengano due metri di distanza. Ancora sospesi anche gli sport di contatto, dal calcio al judo, a meno che non siano all’interno di competizioni sportive d’interesse nazionale, come la serie A. Anche la Sardegna ha deciso di lasciare chiuse per il momento le palestre e le scuole di danza.

Teatri, cinema e concerti

Miraggio di fine mese: lo show può riprendere, ma la capienza è al 25%

Nelle zone bianche e gialle, i musei possono continuare ad accogliere visitatori dal lunedì al venerdì, con ingressi controllati. Possibile la riapertura anche nel weekend dal 27 marzo. La stessa data e le stesse zone in cui si spera di poter rialzare i sipari dei teatri, riprendere le proiezioni nei cinema e riaccendere le casse dei concerti con biglietti nominali da acquistare online, posti numerati e distanziati, obbligo di mascherina e niente pop corn. Il numero massimo di spettatori non potrà comunque superare il 25% della capienza della sala. Ma c’è più d’uno scettico: per rilanciare la cultura i contagi devono calare.

Spostamenti

Ok alle seconde case se il governatore dice sì. Sardegna, test d’entrata

Non si può viaggiare tra regioni se non per lavoro, urgenza o salute. In zona arancione non è neanche consentito uscire dal Comune (a meno che abbia meno di 5 mila abitanti e ci si muova per massimo 30 km). In zona rossa sconsigliato uscire di casa. Se non vietato da ordinanze locali, si può rientrare nelle seconde case di proprietà o affittate prima del 14 gennaio anche fuori regione, una famiglia alla volta. Per entrare in Sardegna sarà obbligatorio un tampone all’arrivo o l’isolamento di 10 giorni. Intanto si allunga la lista di voli “Covid tested” con passeggeri negativi e senza obbligo di quarantena.

Visite ad amici e parenti

Vietate nelle zone rosse. Nelle altre aree solo una volta al giorno

La deroga di Natale ormai è solo un ricordo: chi vive in una zona rossa non può andare a trovare a casa amici e parenti nemmeno una sola volta al giorno. Il divieto, stando a quanto annunciato finora dal governo, resterà in piedi anche durante le festività di Pasqua. Nelle zone gialle e arancioni invece le visite a casa sono consentite, una sola volta al giorno, in un massimo di due persone più eventuali minori o disabili, che non vengono fatti rientrare nel conteggio. Nella Sardegna bianca né il Dpcm né l’ordinanza regionale prevedono al momento restrizioni sulle visite ad amici e parenti.

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