MILANO - L’accordo politico sul Piano economico e finanziario di Autostrade sarebbe ormai raggiunto. Si tratta del documento che contribuisce in modo sostanziale a dare un prezzo ad Aspi (anche se non è l’unico tassello) e su cui da mesi si discute. A quanto si apprende, c’è stata una svolta a livello governativo e ormai il corposo documento è pronto per sbarcare al Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica (primo step, all’organismo tecnico Nars).

Ma quello che conta è il dato politico. Secondo le ricostruzioni il Mef, che è il primo componente di un Comitato presieduto da Palazzo Chigi e composto da molti ministri, considera ormai raggiunta l’intesa sul Piano economico, dopo i rilievi fatti ad Aspi e l’accettazione dei punti controversi da parte della società (che due giorni fa ha scritto di nuovo al Mef, accettando anche l’Atto aggiuntivo, collegato al Pef). Può darsi che ci siano ancora alcuni ambienti governativi più cauti e finora non c’è stata una posizione ufficiale né una convocazione, ma il clima intorno agli addetti ai lavori è abbastanza positivo.

Tra i segnali indiretti, gli ottimisti sottolineano il fatto che ieri sera è stato convocato un cda straordinario di Aspi per martedì prossimo: è il primo giorno utile, perché per consuetudine quel consiglio non si riunisce mai di lunedì. Non si conosce l’ordine del giorno, ma potrebbe essere legato proprio al Pef. Del resto, martedì scorso c’era stata una riunione tra il Segretario generale della Presidenza del Consiglio, i suoi omologhi del Mit e del Mef e i vertici di Aspi. L’incontro tecnico si è concluso, sembra, con il riconoscimento di una convergenza sui temi critici (a partire dagli aumenti tariffari, all’1,64%, alla conferma degli investimenti e ai 7 miliardi di manutenzioni fino al 2038). Da lì la prospettiva di far sbarcare il Pef al Cipe, per l’ok definitivo, poi da inviare alla Corte dei Conti per la registrazione.

Seppure la schiarita dovesse essere confermata, nessuno immagina che entro lunedì sera, data formalmente di scadenza dei termini, la cordata che fa capo a Cdp presenterà un’offerta per Aspi. Anzi, per assurdo proprio il fatto che il Pef possa essere considerato vicino all’approvazione potrebbe aver aggiunto nuovi elementi da valutare, in data room, per arrivare ad una proposta definitiva. Ovvio che la partita resta talmente ingarbugliata e gli equilibri così incerti che nulla si potrà dire, se non a conclusione ufficiale della vicenda e dissipate tutte le ombre. Comprese quelle che potrebbero ancora aleggiare sul Pef e sulla determinazione della cordata, di arrivare a un’offerta. Il 2 dicembre intanto il cda di Atlantia farà il punto.