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Italy

«Sono in gioco libertà di stampa e l’anima culturale europea»

LA RIFORMA UE DEL COPYRIGHT

di Sergio Bocconi

«Tecnicamente la direttiva Ue “adatta” al digitale la legislazione sul diritto d’autore. Il lavoro intellettuale nelle sue varie forme va remunerato e reso sostenibile rispetto ai costi, che possono essere molto elevati. Perciò la riforma obbliga i giganti americani del SoftWeb, in particolare Google, Facebook, Apple e Microsoft, a pagare a chi li produce i contenuti che distribuiscono su Internet, in una posizione dominante che permette di concentrare sulle loro piattaforme l’80% della pubblicità online. Ma il punto è più che economico: per l’Europa si tratta di difendere l’anima culturale più profonda: la creatività dei suoi scrittori, musicisti, autori, pittori, giornalisti, editori. Per questo il dibattito, che prosegue da anni, si è caricato anche di emotività, oltre che di contenuti politici, economici e giuridici». Carlo Perrone, presidente dell’Enpa, l’Associazione europea degli editori, è a Strasburgo in vista del voto del 26 marzo al Parlamento europeo sulla Direttiva Ue Copyright.

La posta in gioco, sottolinea, non è solo valutabile in euro o dollari (e si tratta comunque di miliardi, fra copyright e soprattutto advertising) ma nella “minaccia”, in caso di mancata riforma (e il rischio, sensibile, c’è) alla libertà di stampa e di conseguenza alla democrazia. «Garantire attraverso il diritto d’autore la sostenibilità al giornalismo professionale, che produce inchieste, reportage, approfondimenti oltre a «breaking news», significa in primo luogo tutelare i cittadini: la società digitale va protetta dalla disinformazione, dalle fake news. E chi può farlo? La stampa libera e indipendente». Il voto del 26 marzo è «l’ultimo treno». Nel caso la direttiva non venga approvata, con il conseguente avvio delle procedure di recepimento nazionali, «scadrebbero i “tempi tecnici”: con la prossima legislatura si dovrebbe ricominciare da capo».

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