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“Stagione del Barocco”, musiche seicentesche di Luigi Rossi

Concerto conclusivo di Luigi Rossi della seconda edizione della rassegna “La Stagione del Barocco” con una nuova produzione dello ScarlattiLab barocco, innovativo fiore  all’ochiello della Associazione Alessandro Scarlatti che da tempo persegue il doppio obiettivo di riscoprire lo straordinario patrimonio culturale della musica composta tra XVI e XVIII secolo, e di sostenere la giovane creatività emergente, visto che sono sempre di più i giovani talenti che si impongono nelle attività musicali e didattiche.

Nel corso degli anni hanno partecipato a questi laboratori oltre cento musicisti tra studenti di Napoli e altri Conservatori (Bari, Cosenza, Palermo, Verona) seguiti da docenti interni e prestigiosi tutor. “Siamo giunti all’ottavo anno dell’esaltante esperienza di ScarlattiLab, il percorso didattico-professionale nel campo della musica antica che conduciamo presso l’Associazione Alessandro Scarlatti  insieme al Conservatorio di Napoli (Dipartimento e Master di Musica Antica) con la direzione di Antonio Florio e mia – spiega  Dinko Fabris, – e con il coinvolgimento di altri Conservatori italiani.

I  due Laboratori dell’anno 2018 sono dedicati  a due personalità eccezionali della storia della musica italiana del Seicento, Luigi Rossi (che ascolteremo stasera), e  Bernardo Pasquini ( al Mann il 5 luglio), esplorate attraverso la loro produzione di arie e cantate in due fasi distinte del secolo ma per un comune ambiente di committenza: la Roma dei cardinali.

“Nato a Torremagggiore intorno al 1597 circa, Luigi Rossi, “musico di tre corti”  secondo il titolo del progetto, appartiene a quella lunga schiera di musicisti pugliesi che studiarono a Napoli, dove visse per circa quattordici anni, presso le istituzioni musicali cittadine più prestigiose d’Europa e conseguirono poi i più grandi successi a livello europeo.

Fu al servizio di Marcantonio Borghese e successivamente del Cardinale Antonio Barberini a Roma. Successivamente, nel 1646 fu chiamato dal primo ministro cardinale Giulio Mazzarino, il quale lo inviò a Parigi dove gli fu commissionata per il Palais-Royal l’opera Orfeo, su libretto di Francesco Buti, che fu rappresentato nel 1647 con un successo straordinario dove anche i nobili furono costretti a mettersi in lista d’attesa per ottenere un posto in sala.

Le cantate di Rossi, che ne scrisse circa 250, sono geniali creazioni di ardite sperimentazioni formali, e rappresentano un vero e proprio laboratorio di espedienti musicali atti a ricostruire, attraverso lo stretto rapporto tra testo e musica, una vera e propria drammaturgia in miniatura e per questo motivo, sono un ottimo lavoro di studio per i giovani musicisti che intendono avvicinarsi alla retorica e allo stile della musica vocale barocca.

Anche questa volta, grazie all’Associazione Alessandro Scarlatti, Napoli potrà di nuovo vivere un momento di grande cultura musicale, di rarissima esecuzione e di notevole interesse culturale.

Luigi Rossi  Musico di tre corti : Napoli – Roma – Parigi

Michelangelo Rossi  (1601/2 – 1656)

Luigi Rossi 

In collaborazione con il  Dipartimento di musica antica del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli

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