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San Marino

San Marino. A proposito di Nicola … l’editoriale del direttore Marco Severini

Ho letto con piacere ed interesse la prevedibile risposta del Segretario Nicola Renzi, alla nostra domanda su chi fosse quel Nicola che parla con il patron di Banca Cis Marino Grandoni, e debbo dire che non mi ha convinto per nulla, anzi.

Sapevo che sarebbe arrivata, ed ho fatto in modo con i miei articoli che arrivasse, una risposta del genere; era inevitabile pena le dimissioni del Segretario Renzi e probabilmente la caduta del governo, che molti considerano oramai prossima. Renzi era in un vicolo cieco e non poteva fare diversamente.

Tengo a precisare, e quindi a rispondere a diversi lettori che me lo hanno chiesto, che nei confronti di Nicola Renzi non c’è nulla di personale e lo sa anche lui; facciamo solo il nostro lavoro fino in fondo non guardando in faccia a nessuno cercando di tirare fuori la verità, che solitamente – come spesso dico – ce n’è una sola.

Quella verità che a mio parere qui non è emersa.

La telefonata è chiarissima, talmente chiara da avere i connotati eversivi dell’associazione a delinquere finalizzata dell’appropriazione indebita di funzioni dello Stato da parte di un imprenditore privato con la compiacenza della politica.

Quel ”non abbiamo più il controllo su Banca Centrale” fa capire molte cose.

L’azione contro la Tomasetti ha una motivazione palese ovvero contro qualcuno che finalmente, in trasparenza, sta facendo qualcosa di buono per questo martoriato paese contro i poteri forti finanziari che fino ad ora hanno spadroneggiato in BCSM (vedi il caso titoli, i vari Savorelli e Grais, le consulenze estere ecc.ecc.).

L’affermazione del Grandoni fa capire inoltre che il potere politico è marcio, totalmente marcio ed inchinato a quell’imprenditore. Le parole talvolta altisonanti del comunicato di Renzi non riescono a nascondere l’olezzo ammorbante di putrido che viene fuori da tutta questa vergognosa vicenda.

Tutti i sammarinesi hanno capito come stanno le cose. Inutile cercare di riparare; oramai i cittadini hanno preso coscienza di quello che vergognosamente è successo.

Tutta l’azione politica di questa maggioranza e di questo esecutivo, che ne dicano gli stucchevoli tifosi del governo, è stata probabilmente subordinata alla soddisfazione delle pretese predatorie di quell’imprenditore. Pretese talmente importanti che stanno mettendo in seria difficoltà il nostro stato.

Il resto del comunicato del Segretario Renzi sul fatto che ci sia qualcuno che vuole fermare l’azione ”virtuosa” di questo governo è solo da complemento e senza nessun peso specifico. L’argomento principe è un altro! E lo si vede da come lo stesso Renzi si affanni a dire che non è lui quel Nicola, il complice di Grandoni.

Il tribunale quindi a questo punto, vista la prevedibile risposta di Renzi, deve fare immediata chiarezza.

In questo caso il Commissario Morsiani, che è titolare del procedimento Titoli già ricusato peraltro da Daniele Guidi e dallo stesso Marino Grandoni – entrambi indagati – , deve dirci chi sia questo Nicola, magari con l’ausilio di tabulati telefonici, e provvedere ad emettere un giusto avviso di garanzia nei confronti di quest’ultimo delinquente.

Occorre fare immediata chiarezza, cosa che fino ad ora non si è fatta.

Lo chiedono i cittadini, lo chiede la Repubblica di San Marino.

Marco Severini – direttore ed editore

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