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Holy See

A Roma inaugurata una statua in memoria di San Óscar Arnulfo Romero  

Nel Giardino “El Salvador” nel quartiere romano dell’Eur è stata inaugurata sabato scorso una statua in memoria di san Óscar Arnulfo Romero, il primo santo salvadoregno canonizzato ieri da Papa Francesco. La scultura, realizzata dall’artista Guillermo Perdono e donata dalla Fondazione Romero, è stata scoperta e benedetta dal cardinale Gregorio Rosa Chàvez alla presenza del presidente della Repubblica salvadoregna Sanchez Ceren, del sindaco Virginia Raggi, di autorità civili e religiose e dei parenti del nuovo santo, giunti a Roma per la cerimonia in piazza San Pietro.  

Come informa un comunicato dell’ambasciata de El Salvador rilanciato da Vatican News, l’iniziativa è nata con l’intento di rafforzare i legami degli oltre 40mila cittadini salvadoregni residenti in Italia, con le loro radici «attraverso il riscatto della memoria storica, culturale e spirituale. Perché monsignor Romero non è soltanto un referente storico, è soprattutto una guida spirituale de El Salvador, così come un referente per i diritti umani». 

Alla cerimonia di sabato, oltre al presidente, hanno preso parte anche il ministro degli Affari Esteri di El Salvador Carlos Alfredo Castaneda, l’ambasciatrice de El Salvador in Italia Sandra Elizabeth Alas Guidos e quello presso la Santa Sede Manuel Roberto Lopez, insieme a numerosi rappresentanti del corpo diplomatico latinoamericani, come pure esponenti della Chiesa cattolica. 

Commentando la canonizzazione, il presidente Ceren ha detto che essa «riempie di orgoglio e di felicità la Chiesa cattolica e i fedeli salvadoregni, in quanto il nostro Paese oggi può contare sul suo primo Santo». Dal canto suo l’ambasciatrice Guidos, ha ricordato la vita di Romero ed il suo costante impegno per la promozione della verità e della giustizia, in difesa dei diritti umani ed ha citato le parole del nuovo santo: «Non mi stancherò mai di ripetere che, se vogliamo davvero una cessazione efficace della violenza, occorre stroncare la violenza che sta alla base di tutte le violenze: la violenza strutturale, l’ingiustizia sociale basata su un’aberrazione della proprietà privata e su un assolutizzazione della ricchezza che, oltretutto, si cerca di difendere con la repressione». 

Tra le persone presenti all’evento, anche Anita e Tiberio Romero, rispettivamente la nipote e il fratello del nuovo santo. 

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