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Zeffirelli, il cardinale Betori: “Un protagonista universale della grandezza dell’arte” 

Un lungo applauso ha salutato l’arrivo del feretro di Franco Zeffirelli, il grande regista italiano scomparso sabato 15 giugno a 96 anni, in piazza del Duomo a Firenze. In molti venuti a dare l’ultimo saluto al maestro hanno seguito il corteo funebre dalla camera ardente in Palazzo Vecchio fino all’ingresso della basilica di Santa Maria del Fiore.

Nel tragitto il corteo ha fatto una sosta per un minuto di silenzio davanti alla sede della Fondazione Zeffirelli in piazza San Firenze. In piazza Duomo numerose personalità hanno atteso il feretro per poi entrare in chiesa, tra cui anche Gianni Letta e il sindaco di Firenze Dario Nardella, oltre al ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, arrivato poco dopo.

«Franco Zeffirelli è stato un protagonista universale della grandezza dell’arte e della missione che le è affidata», ha detto l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, nella sua omelia per le esequie nella basilica.

«La vita che Franco Zeffirelli porta con sé davanti al Signore - ha detto il porporato - è quella di un uomo di cultura, di un artista. Nell’espressione culturale e artistica la Chiesa riconosce una modalità alta della vocazione dell’uomo alla trascendenza e quindi un’esperienza che si intreccia con il cammino della fede».

Il cardinale ha sottolineato che la Chiesa è «grata» agli artisti «per come attraverso le loro opere l’uomo venga richiamato ai suoi interrogativi più profondi e indirizzato verso un oltre che lo svincoli dalle miserie del consumismo e dell’utilitarismo».

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