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Il Papa a Napoli, Sepe: “Francesco cittadino della nostra città dalle braccia sempre aperte” 

«È con grande gioia che Napoli si appresta ad abbracciare Papa Francesco, che sentiamo come un nostro concittadino, vicino com’è allo spirito di una città dalle braccia sempre aperte, accogliente per vocazione, storia, cultura, contesto sociale». Lo scrive l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, sulle pagine de L’Osservatore Romano a due giorni dalla visita, di poche ore, di Bergoglio nel capoluogo partenopeo per partecipare ad un convegno su “La teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo”. Durante l’appuntamento, organizzato dalla sezione San Luigi della Facoltà teologica dell’Italia meridionale, si alterneranno tra oggi e venerdì docenti italiani e stranieri non solo cattolici, ma anche ebrei e musulmani.

Poi sarà la volta del Pontefice, il 21 giugno, che toccherà i temi di Mediterraneo, migranti e dialogo con l’Islam. A riguardo il cardinale sottolinea che è «necessario mettersi in dialogo con l’uomo contemporaneo, ascoltare, nella prospettiva di una “teologia dal basso”, il grido dell’umanità. Quel grido che tante volte, negli ultimi anni, è venuto proprio dal Mediterraneo, mare che - afferma - dà vita e ricchezza, ma che può anche dare morte e sommergere le povere vite di chi cerca scampo dalla miseria e dalla guerra».

Il Mediterraneo, «proprio come Napoli, è luogo di contrasti, talvolta di conflitti, ma può diventare luogo di dialogo, pace, fratellanza. Non a caso un altro nome per definirlo è Mare nostrum. Mare nostro, non mio. Non appartiene solo a un popolo, anzi quel mare ci accomuna», continua l’arcivescovo di Napoli. «In un convegno non si potrà certo parlare di tutti i problemi degli uomini e delle donne che vivono sulle sponde del Mediterraneo, ma si può - precisa - aprire un orizzonte nuovo, fatto di regole assolute che valgono anche per chi vive nell'altro emisfero della terra. L'umanità non ha davvero bisogno di mura, ma di ponti, le cui fondamenta sono ben salde nella terra buona della Parola di Dio».

Il fatto che il Papa scelga Napoli «per parlare di un tema così importante e, fatto raro, per non dire unico, intervenire a un convegno, ci riempie di un sano orgoglio», prosegue Sepe. Proprio da Napoli, autentica capitale del Mediterraneo, mare della cui essenza è sintesi, «il Santo Padre proporrà un messaggio che ascolteranno i teologi e gli studiosi delle università e delle facoltà ecclesiastiche di tutto il mondo. Questa volta, rispetto al 21 marzo 2015, la visita di Francesco avrà una durata contenuta e sarà limitata agli studenti e ai docenti della Facoltà di Posillipo, ma Napoli sarà posta al centro della vita della Chiesa». 

«Al Papa - conclude - noi napoletani vorremmo dire: torna ancora nella nostra città, anche per la terza volta. Noi ti accompagneremo sempre con la preghiera e con il cuore grande di chi ti vuole bene. A Francesco va un grande saluto di benvenuto e l’abbraccio di tutta Napoli». 

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