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Holy See

“L’amore fa superare le barriere del pregiudizio, crea ponti, insegna nuove vie” 

È l’amore «la base delle relazioni umane»: esso «ci apre verso l’altro» e ci «rende capaci di superare le barriere delle proprie debolezze e dei propri pregiudizi». Così Papa Francesco durante l’Angelus domenicale in piazza San Pietro.

Dalla finestra del Palazzo Apostolico, il Pontefice riflette sul Vangelo che «conduce» nel Cenacolo per far ascoltare alcune delle parole che Gesù rivolse ai discepoli nel «discorso di addio» prima della passione. «Che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri», è il «nuovo» comandamento che Cristo lascia ai dodici. 

«Nuovo» perché completato di un’aggiunta: «Come io ho amato voi», «amatevi voi come io vi ho amato». «La novità sta tutta nell’amore di Gesù Cristo, quello con cui Lui ha dato la vita per noi», sottolinea il Papa. «Si tratta dell’amore di Dio, universale, senza condizioni e senza limiti, che trova l’apice sulla croce. In quel momento di estremo abbassamento, in quel momento di abbandono al Padre, il Figlio di Dio ha mostrato e donato al mondo la pienezza dell’amore». 

«Gesù ci ha amati per primo, ci ha amati nonostante le nostre fragilità, i nostri limiti e le nostre debolezze umane», afferma il Pontefice. «È stato Lui a far sì che diventassimo degni del suo amore che non conosce limiti e non finisce mai. Dandoci il comandamento nuovo, Egli ci chiede di amarci tra noi non solo e non tanto con il nostro amore, ma con il suo, che lo Spirito Santo infonde nei nostri cuori se lo invochiamo con fede». 

È in questo che «possiamo amarci tra di noi non solo come amiamo noi stessi, ma come Lui ci ha amati, cioè immensamente di più. Dio infatti ci ama molto di più di quanto noi amiamo noi stessi», evidenzia Francesco. Così è possibile «diffondere dappertutto il seme dell’amore che rinnova i rapporti tra le persone e apre orizzonti di speranza». 

«Gesù sempre apre orizzonti di speranza, il suo amore apre orizzonti di speranza», rimarca il Pontefice. «Questo amore ci fa diventare uomini nuovi, fratelli e sorelle nel Signore, e fa di noi il nuovo Popolo di Dio, cioè la Chiesa, nella quale tutti sono chiamati ad amare Cristo e in Lui ad amarsi a vicenda».

L’amore «trasforma» allora «il nostro cuore di pietra in cuore di carne» e «ci rende capaci di amare i nemici e perdonare chi ci ha offeso». «Io vi farò una domanda, ognuno risponda nel suo cuore - aggiunge il Papa a braccio - . Io sono capace di amare i miei nemici? Tutti abbiamo gente, non so se nemici, ma che non va d’accordo con noi, che sta “dall’altra parte”; o qualcuno ha gente che gli ha fatto del male... Io sono capace di amare quella gente? Quell’uomo, quella donna che mi ha fatto del male, che mi ha offeso? Sono capace di perdonarlo? Ognuno risponda nel suo cuore». 

L’amore di Gesù, invece, «ci stimola al dialogo e ci aiuta ad ascoltarci e conoscerci reciprocamente», «ci apre verso l’altro» e ci «rende capaci di superare le barriere delle proprie debolezze e dei propri pregiudizi». «L’amore di Gesù in noi crea ponti, insegna nuove vie, innesca il dinamismo della fraternità», afferma il Papa. 

Al termine dell’Angelus, ricorda la beatificazione di sabato a Madrid di Maria Guadalupe Ortiz de Landázuri, fedele laica dell’Opus Dei, «che ha servito con gioia i fratelli coniugando insegnamento e annuncio del Vangelo. La sua testimonianza - sottolinea - è un esempio per le donne cristiane impegnate nel sociale e nella ricerca scientifica. Facciamo un applauso alla nuova Beata, tutti insieme!».

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