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La Chiesa contro le mafie, il Vaticano in campo per la “Natività” di Caravaggio 

A quarantanove anni dal furto della Natività di Caravaggio nell’Oratorio San Lorenzo a Palermo, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale della curia ha organizzato l’incontro “Caravaggio Antimafia” per riportare all’attenzione della comunità internazionale il recupero dell’opera e ribadire l’opposizione della Chiesa alle mafie. 

All’evento nel Palazzo della Cancelleria sono intervenuti l’arcivescovo Silvano Tomasi (Dssui), la già presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, lo storico dell’arte Claudio Strinati, il filosofo Vittorio Alberti, officiale del Dicastero, e il generale di brigata Fabrizio Parrulli, comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.  

«L’iniziativa vuole essere un richiamo, una sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Se creiamo una pressione sufficiente può darsi che qualche coscienza si smuova», ha spiegato l’arcivescovo Tomasi, sottolineando l’impegno costante di Papa Francesco nel contrasto alla corruzione. L’incontro si svolge infatti a un mese dalla visita del Papa a Palermo per onorare il Beato Pino Puglisi e rientra nelle attività per la giustizia, contro la corruzione e le mafie, della task force internazionale del Dicastero denominata “Michelangelo For Justice”. All’incontro hanno partecipato anche 150 studenti dei licei di Roma e Ostia. Uno degli obiettivi di “Caravaggio Antimafia” era infatti far riflettere gli studenti sulle conseguenze di un furto di un tale valore artistico. 

«Nessuna istituzione al mondo è globale come la Chiesa e quindi un impulso che viene dalla Città del Vaticano può attivare anche la collaborazione di altri Stati» ha detto Rosy Bindi, ripercorrendo le tappe principali dell’inchiesta parlamentare che ha fatto riaprire alla procura di Palermo le indagini sul furto della tela, avvenuto per mano di un gruppo di ladri. L’opera è stata poi requisita da Cosa Nostra che la ha rivenduta probabilmente tagliandola in brandelli per facilitarne la vendita e il trasporto. 

«La Natività di Caravaggio non è stata distrutta, ed è la notizia più importante che siamo riusciti ad accertare. L’altra notizia è che per trovarla dobbiamo trovare le non poche parti in cui è stata divisa», ha aggiunto Bindi. «Non siamo ora in grado di dire dove i pezzi possano essere stati distribuiti, penso si debba ripartire dalla Svizzera, perché quello è stato il punto d’approdo. Grazie alla nostra inchiesta la magistratura ha già riaperto la propria indagine e confidando nella collaborazione internazionale ci auguriamo vivamente che quest’opera straordinaria venga restituita all’Italia e a Palermo». 

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