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La Scala torna a danzare dal vivo

I perché dei nostri lettori

Mio padre e mia madre leggevano La Stampa, quando mi sono sposato io e mia moglie abbiamo sempre letto La Stampa, da quando son rimasto solo sono passato alla versione digitale. È un quotidiano liberale e moderato come lo sono io.

Mario

I perché dei nostri lettori

Perché mio papà la leggeva tutti i giorni. Perché a quattro anni mia mamma mi ha scoperto mentre leggevo a voce alta le parole sulla Stampa. Perché è un giornale internazionale.Perché ci trovo le notizie e i racconti della mia città.

Paola, (TO)

I perché dei nostri lettori

Leggo La Stampa da quasi 50 anni, e ne sono abbonato da 20. Pago le notizie perché non siano pagate da altri per me che cerco di capire il mondo attraverso opinioni autorevoli e informazioni complete e il più possibile obiettive. La carta stampata è un patrimonio democratico che va difeso e preservato.

Anonimo

I perché dei nostri lettori

Ho comprato per tutta la vita ogni giorno il giornale. Da due anni sono passato al digitale. Abito in un paesino nell'entroterra ligure: cosa di meglio, al mattino presto, di.... un caffè e La Stampa? La Stampa tutta, non solo i titoli....E, visto che qualcuno lavora per fornirmi questo servizio, trovo giusto pagare un abbonamento.

Sandro, Garlenda (SV)

Sprizzavano energia da tutti i pori l’altra sera i ballerini della Scala di Milano. Dopo mesi di reclusione questo era il primo spettacolo sul palcoscenico e soprattutto con il pubblico in sala (vabbè solo nei palchi).

Il brano iniziale della “Serata quattro coreografi”, “Verdi Suite” concepito  da Manuel Legris, il direttore della compagnia, era perfetto per aprire: brillante, gradevole, un collage di musiche per ballo dalle opere di Verdi. Insiemi alternati a passi a due , a tre declinati su un linguaggio accademico che Legris, étoile dell’Opera di Parigi ai tempi di Nureyev, maneggia ovviamente alla perfezione. Gloria per tutti: Virna Toppi, Martina Arduino, Nicola del Freo, Marco Agostino, Mattia Semperboni, Maria Celeste Losa, Gabriele Corrado. In buona parte protagonisti anche degli altri brani.  E tutti versatili nel passare da uno stile all’altro. Per esempio alle  sfumature di danza sovietica di “Concerto DSCH” di Alexei Ratmansky. Era questa la perla della serata, costruito sul secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Shostakovich, scritto nel 1957, è un omaggio al grande compositore ed è una immersione in un clima rètro sovietico sia per i costumi semplicissimi, che rimandano a quel periodo, sia per il linguaggio che, per esempio nel primo movimento, assume toni eroici, pose tipo la statua dell’operaio e della contadina che stanno all’ingresso della VDNH a Mosca. Poi un passo a due nell’adagio e una festa di danza a gran velocità nel finale. È stato con questo lavoro che Ratmansky ha conquistato il pubblico di New York nel 2008. La Scala lo ha presentato nel 2012 e il ritorno è graditissimo. La frequentazione di Ratmansky con Schostakovich del resto è fitta. Del compositore il coreografo ha messo in scena i balletti “Limpido ruscello” e “Il bullone”.

Ma la serata è stata anche l’occasione di scoprire due coreografi che alla Scala non  si erano mai visti. “Canon in D Major” di Pachelbel è stata la musica scelta da Jiri Bubeniček per tre danzatori (Del Freo, Starace, Semperboni) che impersonano, afferma esplicitamente il coreografo, i tre angeli che hanno accompagnato in paradiso la nonna alla quale era molto legato. Hanno l’aria serena e sorridente nei movimenti morbidi e fluidi.

“Movements for Sravinsky”, infine , dell’ungherese Andràs Lukàcs è un brano per pianoforte e orchestra che inanella citazioni, per esempio, dal “Figliol Prodigo” e da “Apollo”. Lukàcs sceglie uno stile classico contemporaneo, a tratti ancoloso, alternato a camminate collettive, in fila da un lato all’altro del palcoscenico. Lavoro lodevole, ma messo in crisi dalla scelta della musica che sovrasta ogni altro aspetto del brano

Football news:

Scotland coach Clarke: There were a lot of good moments during the group stage, but no points scored
England are the most boring group winners in history. Two goals were enough! And at the World Cup, the Italians once became the first even with one
Dalic - to the fans after reaching the Euro playoffs: You are our strength, and we will be your pride
Modric became the youngest and oldest goalscorer in Croatia at the Euro
Czech Republic coach Shilgava: We came out of the group and fought with England for the first place. We got what we wanted
Gareth Southgate: England wanted to win the group and continue to play at Wembley-and it succeeded
Luka Modric: When Croatia plays like this, we are dangerous for everyone