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Holy See

Sindone: tecnologie di conservazione, monitoraggio e fruizione 

La Sindone è una continua sfida per la scienza. E la nuova frontiera della ricerca punta oggi alle tecnologie per la conservazione, il monitoraggio e la fruizione del Telo. Perché, al di là della questione dell’autenticità e della stessa ricerca scientifica sulla formazione della sua impronta, la Sindone è innanzitutto un reperto prezioso e fragile che va tutelato dai rischi di degrado per consegnarlo alle generazioni di domani. È stato questo l’argomento principe nell’agenda dell’Annual Meeting del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, tenutosi dal 14 al 16 Giugno 2019 e punteggiato da incontri e dibattiti scientifici, a ricordare, nel sessantesimo anno di attività del Centro, il carattere soprattutto scientifico del suo apporto agli studi sul Lino.

Giunti da Spagna, Francia, Germania, Gran Bretagna, oltre che da tutta Italia, e anche in collegamento diretto dal Stati Uniti, gli uomini di scienza del CISS hanno avuto innanzitutto occasione di fare il punto sulle conoscenze relative al Lenzuolo al Politecnico di Torino, nel corso del workshop “Tecnologie per la conservazione, il monitoraggio e la fruizione della Sindone”, un tavolo operativo, aperto sin dal pomeriggio di venerdì 14 presso la sala delle Cacce al Castello del Valentino. Qui nel corso di un vivace scambio di informazioni e di idee con i docenti del Politecnico, si sono analizzati il tessuto, l’impronta, le macchie di sangue e i possibili fattori di degrado. Tutto al fine di individuare le linee guida di possibili futuri interventi per eventualmente implementare alla luce della continua innovazione tecnologica il sistema di conservazione, che comunque è stato condiviso rispondere al momento a tutte le attuali esigenze di tutela.

La Sindone, famoso lino tessuto a spina di pesce, secondo tradizione avrebbe avvolto il corpo di Cristo deposto dalla croce. La Chiesa ne sottolinea l’importanza spirituale e devozionale, essendo, come disse s. Giovanni Paolo II “specchio del Vangelo”, in quanto le sofferenze impresse sul tessuto sono in assoluta sintonia con la narrazione della Passione e morte di Cristo che si legge nei Vangeli.

«La Sindone è un reperto di straordinario valore storico e spirituale, da centinaia d’anni oggetto di devozione», osserva il professor Gian Maria Zaccone, storico e direttore del CISS. «Al di là della questione scientifica dell’origine dell’impronta e della sua appartenenza o meno al corredo funerario di Cristo, essa si presenta come un oggetto assai complesso e sicuramente unico. La priorità oggi è quindi consegnare intatto questo tesoro alla devozione e alla storia futura».

«Tre i fronti aperti per rispondere alla sfida e altrettante le strategie da individuare e tradurre in azione. Innanzitutto è essenziale il monitoraggio, con l’acquisizione di un’immagine di riferimento, quella che viene definita immagine forense», osserva il professor Nello Balossino, anch’egli vicedirettore del CISS.

Una immagine motorizzata-robotizzata (per esempio per mezzo di scansioni complete multispettrali ) sarebbe utile a ispezionare micro-sezioni specifiche del telo, insieme a verifiche di potenziali attacchi biologici per scongiurare eventuali contaminazioni dannose per il tessuto.

Sin dalla sua comparsa nel 1353 nel villaggio di Lirey, la Sindone si è imposta subito come oggetto pubblico, da guardare e quindi da mostrare. E infatti le ostensioni ne hanno scandito la storia dal Medioevo a oggi. Momenti intensi, leva di devozione, ma in cui non si deve abbassare la guardia sull’esigenza di proteggere il reperto. Quindi va attentamente valutata la fruizione, che ha direttamente a che fare con le ostensioni e con le loro modalità, con il telo in verticale – come da tradizione – oppure in orizzontale, secondo l’apprezzata formula della venerazione straordinaria del Lino per i giovani, nell’agosto del 2018. Tutto analizzando anche gli appositi percorsi e individuando soluzioni di illuminazione, a bassissima lux, quindi estremamente rispettosi dell’integrità del telo, ma sempre uniforme e in linea, quanto a colore e definizione dell’impronta, con le aspettative del pubblico.

Sabato e domenica sono proseguiti i lavori dell’assemblea annuale della commissione Scientifica del CISS, composta da scienziati provenienti da tutto il mondo, in cui sono stati in particolare affrontate le questioni medico-legali legate allo studio della Sindone. Domenica mattina l’incontro si è concluso con la visita alla rinata Cappella della Sindone, con l’attenta e preziosa guida dell’architetto Marina Feroggio, direttore del restauro.

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