logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo logo
star Bookmark: Tag Tag Tag Tag Tag
San Marino
An article was changed on the original website An article was changed on the original website

Le frequenze di San Marino? Valgono almeno 30 milioni e invece dall’Italia (Rai) ne prendiamo solo 3 che ci girano a Rtv. Perdiamo all’anno, tra tutto, oltre 28 milioni di euro!

Ci perdiamo un sacco di soldi con l’accordo di concessione delle frequenze di San Marino date all’Italia con la convenzione del 1991 tra Eras e Rai che ha poi di fatto creato San Marino Rtv; accordo ideato e sottoscritto dai politici sammarinesi degli anni ’90 ed oramai totalmente superato.

L’accordo, tra le altre cose, prevedeva il pagamento di circa 6 miliardi di lire dallo Stato Italiano (concessi ogni anno solitamente con il decreto milleproroghe) direttamente ad Rtv, la televisione di stato italo-sammarinese che ha, come previsto dall’accordo tra l’Era e la Rai, al suo vertice come direttore una figura che paga e sceglie direttamente la Rai. Oggi, dopo il disastroso e quasi letale avvento di Carmen La Sorella, abbiamo come direttore generale Carlo Romeo che ad onor del vero è riuscito a ”risanare” il bilancio di Rtv facendo aumentare le entrate pubblicitarie (ancora minime rispetto al totale del bilancio) mediante con accordi con la SIPRA e a contrarre i costi aziendali.

I 6 miliardi, ora convertiti a poco di più di 3 milioni di euro, lo Stato Italiano li paga direttamente, e con fatica, a San Marino Rtv e non allo Stato di San Marino ma le frequenze sono di San Marino e non di Rtv.

Ma c’è di più!

Lo Stato di San Marino inoltre paga annualmente circa un milione e duecento mila euro (vedi delibera Congresso di Stato n.1 dell’11 giugno 2018 e n.17 18 febbraio.2019) per la sopravvivenza stessa di Rtv che senza questi soldi (Italia+San Marino) verrebbe notevolmente ridimensionata se non chiusa dato che sul mercato non riesce a stare viste le poche le entrate pubblicitarie rispetto agli enormi costi di gestione che deve sopportare. Chi fa pubblicità, basta vedere altre realtà televisive nazionali come Sky o regionali come tr24, vuole avere un ritorno sia di immagine che di pubblico che Rtv non può certamente dare.

Lo Stato di San Marino, inoltre, paga con i soldi dei contribuenti ad Rtv il Satellite voluto dall’ex direttore La Sorella per importo di circa 500.000 euro (delibera Congresso di Stato n.13 del 04.04.2019), Spesa che potrebbe essere totalmente annullata se si vuol risparmiare e se si vuole ridurre il carico di Rtv sulle spalle dei sammarinesi.

Lo scorso anno con delibera del Congresso di Stato n.8 del 10 settembre 2018 Il governo ha anche concesso ad Rtv 200.000 euro (soldi dei contribuenti sammarinesi) per investimenti tecnologici. Altri soldi che vanno ad assommarsi a quelli già dati.

Prima dell’avvento di Carlo Romeo Rtv stava quasi per fallire in quanto tutte queste spese, ed il ritardo nel pagamento delle somme dovute dall’Italia (decreto milleproroghe), aveva portato quasi sul lastrico l’emittente televisiva italo-sammarinese.

Ora, dopo il carrozzone di Banca Centrale, in ottica di spending review e mancati incassi milionari forse c’è da rivedere (se non da annullare) qualcosa nell’accordo che ha portato alla creazione di San Marino Rtv. Infatti all’anno spendiamo circa un milione e 700 euro di soldi dei sammarinesi e circa 27 milioni di mancati incassi dovuti alla mancata collocazione sul mercato delle frequenze che sono state concesse allo Stato di Stan Marino; frequenze che ora sono in mano alla Rai grazie all’accordo del 1993.

Nel 2020, anno in cui ci sarà una revisione dell’assegnazione delle frequenze, sembra che probabilmente queste verranno ridotte a due (domanda: quale sammarinese va a contrattare per gli accordi internazionali delle frequenze per San Marino? ndr) ma la sostanza non cambia: infatti possiamo ancora permetterci di gettare così tanti soldi (sia direttamente che per mancati incassi) per un ente così grande e probabilmente sovradimensionato per le nostre necessità?

Questa è una domanda che il prossimo governo che si insedierà, visto che questo era occupato in maniera disastrosa quasi esclusivamente nel settore bancario e finanziario, dovrà dipanare.

Per ora non ci resta che aspettare e continuare a pagare!

Marco Severini – direttore ed editore

Themes
ICO