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San Marino

San Marino. ”Attilino” … di Dario Manzaroli

”Medici e operatori sanitari tutti lasciati soli a tirare la carretta in mezzo a di colto crescenti, a mancanza di personale, a continui abbandoni. In alto, improbabili direttori…”

Regna ma, come la regina d’Inghilterra, non governa da ormai tre anni sull’ISS.
Anche lui è in piena campagna elettorale alla ricerca di un secondo mandato per completare l’opera: trasformare la più importante istituzione sammarinese in un cumolo di macerie. E’ sulla buona strada perché non fargli distruggere tutto?

Non è tutta colpa sua, della sua incompetenza, della sua indecisione a tutto, della sua proverbiale lentezza e della necessità di compiacere chi l’ha messo lì. Sicuramente la natura dell’attuale governo e soprattutto la debolezza del progetto politico e di chi lo rappresenta alla sanità lo hanno aiutato a dare e fare il peggio possibile.

Due debolezze che si uniscono non fanno una mezza forza ma una debolezza al quadrato.

E’ la direzione dei consulenti a decine e strapagati, è la direzione della frammentazione, è la direzione della burocratizzazione, è la direzione della svendita dell’ISS all’Area Vasta romagnola.

I medici e gli operatori sanitari tutti lasciati soli a tirare la carretta in mezzo a difficoltà crescenti, a mancanza di personale, a continui abbandoni.

In alto, improbabili direttori catapultati qui per motivazioni non sempre chiare o se si vuole chiarissime dal partito fratello emiliano. ormai tutto il vertice è non sammarinese: Rolli, Morini, Giordani, Zoffoli: tutti extraterrestri, slegati dalla nostra realtà, incapaci di cogliere l’essenza non solo sanitaria e socio sanitaria dell’ISS, ma il suo essere alla base dell’identità sammarinese.

In sintesi è questo il “risultato” che Attilino porta in dote quando va a cercare una riconferma presso gli sgangherati componenti dell’attuale minoranza-maggioranza, ma anche presso componenti della attuale opposizione.

Badate che personalmente sono convinto che l’incarico o il rinnovo di un tecnico dovrebbe valere solo il principio delle dimostrate competende e dei risultati raggiunti: qui il disastro è palese, sotto gli occhi di tutti e sulla pelle della gente che non si da più e ha ragioni da vendere per non darsi.

Mi viene quindi da chiedermi il perché, ad esempio, di alcune compiacenze di Rete verso le linee guida per il nuovo atto organizzativo dell’ISS: tre anni di gestazione per un obbrobrio tecnico senza un progetto di sanità realistico, con la moltiplicazione dello spezzatino organizzativo e con una confusione e complessità di impostazione tali da farle ritenere più adatte per la Repubblica Popolare Cinese che per un microstato con 30 mila abitanti dove la semplicità e la linearità dovrebbero essere la prima preoccupazione per la tenuta del sistema e la sua funzionalità.

Vien da pensare che il primo amore non si scorda mai e negli anni di gestione Mussoni – decisamente da riabilitare – era proprio Attilino – stando ai si dice che scriveva per Rete le interpellanze e tutto l’armamentario anti che nessuno, a partire dal sottoscritto, si è scordato.

Sulla questione e gestione ISS è bene che tutte le forze politiche lascino le ambiguità e dicano chiaro e tondo se tutto va bene come recita la propaganda o se tutto è un disastro come ogni cittadino può constatare.

E’ un tema vitale e sicuramente non secondario della prossima campagna elettorale.

Dario Manzaroli

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