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"A Napoli una regia criminale". Due agenti feriti nella rivolta

È di due arresti, due agenti contusi e numerose auto delle forze dell'ordine danneggiate il bilancio, ancora provvisorio, dei gravi disordini avvenuti ieri sera a Napoli nei pressi del palazzo della Regione Campania situato in via Santa Lucia. Non è da escludere che dietro agli scontri ci sia "una regia criminale, così come ha dichiarato espressamente Nicola Morra", presidente della commissione parlamentare antimafia.

Intanto già ci sono stati i primi arresti. Secondo le prime informazioni, le persone fermate dalla Digos hanno entrambe 32 anni e sono già note alle forze dell'ordine che li ritengono pusher. I giovani, arrestati con l’accusa di violenza e resistenza a Pubblico ufficiale, sono stati presi in flagranza di reato durante la fase più dura delle proteste davanti alla sede della giunta regionale quando era iniziato il lancio di pietre, bottiglie e oggetti raccolti dalla strada contro i reparti di polizia e carabinieri schierati.

Gli uomini delle forze dell’ordine rimasti feriti sono due agenti del Reparto mobile: uno ha riportato contusioni uno alla mano e l'altro alla gamba. Anche un carabiniere ha riportato problemi a un orecchio destro a causa dell'esplosione ravvicinata di un grosso petardo. Diversi i mezzi delle forze dell'ordine danneggiati. Le auto della polizia municipale sono state bersaglio dei violenti, che le hanno anche ricoperte di scritte ingiuriose.

Da giorni a Napoli si stanno svolgendo manifestazioni di protesta da parte di commercianti, ristoratori, albergatori, dirigenti scolastici, autisti di scuola bus e genitori con figli piccoli preoccupati dalla chiusura delle scuole voluta da De Luca. Tutti gli appuntamenti si sono svolti senza problemi di ordine pubblico. Ma nella tarda serata di ieri la situazione è degenerata. Solo intorno all’1 di notte tutto è tornato alla normalità.

"Abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza", ha affermato il questore di Napoli Alessandro Giuliano. "La protesta di questa notte e Napoli, da molti attuata pacificamente e per motivazioni serie e comprensibili, è stata una perfetta occasione per i delinquenti che ne hanno approfittato dando vita a una vera guerriglia urbana. La criminalità si è infiltrata nella manifestazione con veri agguati alle forze dell'ordine, in più occasioni attaccate con inaudita violenza senza alcun motivo, solo perché si trovavano lì". È quanto ha denunciato Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato.

Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire le fasi più convulse delle proteste. Durante gli scontri decine tra motorini e cassonetti sono stati utilizzati per fermare l'intervento degli uomini in assetto anti-sommossa. Un dettaglio importante che fa presupporre che le violenze di ieri siano state azioni organizzate.

Per fare il punto della situazione oggi alle 18 in Prefettura si terrà una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Tema all’ordine del giorno i "gravi fatti accaduti nella serata e nella notte scorsa nella città di Napoli".

Tutte le forze politiche hanno condannato i gravi scontri avvenuti in strada. Qualcuno come Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare antimafia, si è spinto più in là parlando di azioni orchestrate dalla malavita organizzata.

"Ieri sera a Napoli, nell'irrazionalità di tante persone evidentemente inconsapevoli di quanto stavano facendo, c'era anche una sapiente regia. Accertata la presenza reale di uomini dei clan della Pignasecca, del Pallonetto e dei Quartieri Spagnoli, pur non essendoci fisicamente, c'erano anche con le loro "fesserie" tutti coloro che hanno sempre e soltanto ostentato sprezzo per le evidenze che la realtà ci ha offerto in tutti questi mesi", ha scritto su Facebook l’esponente del M5s. "Dimenticando- ha aggiunto- cortei di camion militari impegnati a portare via bare, un Pontefice inverosimilmente solo in Piazza San Pietro durante uno dei riti più importanti della cristianità, tutti i "non ce n'è Coviddi", ed i loro amplificatori tv e social impegnati ad ottenere share ed ascolti perché fa più rumore l'albero che cade piuttosto che la foresta che cresce, erano lì, immaterialmente, ad ostentare la loro stupidità. Solo che questi individui, con la loro irrazionalità narcisistica, stanno facendo danni enormi alla salute collettiva. E non glielo possiamo consentire. Li sconfiggeremo con la forza della ragione, con l'evidenza della verità".

Morra, per ribadire la gravità della situazione, ha ricordato che il governatore De Luca ieri nella sua diretta social ha mostrato la situazione polmonare di un malato di Covid-19 spiegando: "Inviterei tanti conduttori tv, finora sempre pronti ad invitare nei loro dibattiti il meglio del peggio, a mostrare immagini riprese nei reparti Covid-19, dando la parola agli operatori sanitari realmente impegnati a fermare il virus. Non quelli perennemente in TV facendo pensare che non abbiano presenze significative in corsia, ma quelli anonimi che preferiscono stare accanto ai degenti piuttosto che alle videocamere. Cambierebbe tanto. Si chiama realtà".

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha affermato che le violenze organizzate come quelle accadute ieri a Napoli "sono inaccettabili e da condannare con la massima fermezza" e annuncia che la Procura sta già indagando su quanto successo nel capoluogo campano. La Lamorgese ha espresso la sua "solidarietà e la vicinanza agli appartenenti alle Forze dell'ordine, alla polizia locale e ai militari che sono stati aggrediti e in alcuni casi sono rimasti feriti nelle strade del capoluogo partenopeo durante veri e propri episodi di guerriglia urbana". "Ieri sera- ha proseguito- le Forze di polizia, che ringrazio per la dedizione, la professionalità e l'equilibrio con cui stanno svolgendo funzioni molto delicate, hanno dovuto fronteggiare attacchi preordinati che hanno colpito anche alcuni giornalisti impegnati nel difficile e doveroso compito di assicurare la libera informazione ai cittadini. Ci tengo a ribadire, che simili aggressioni nulla hanno a che fare con le forme di dissenso civile e con le legittime preoccupazioni degli imprenditori e dei lavoratori legate alla difficile situazione economica. Sono in continuo contatto anche con il prefetto di Napoli che ha convocato per oggi il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per rafforzare i dispositivi di prevenzione e di controllo del territorio". Il ministro difende chi è sceso in piazza a manifestare pacificamente tanto che ribadisce che simili aggressioni "nulla hanno a che fare con le forme di dissenso civile e con le legittime preoccupazioni degli imprenditori e dei lavoratori legate alla difficile situazione economica”.

Duro anche il giudizio del presidente della Camera, Roberto Fico:"Sono state scene di una violenza inaudita quelle di ieri sera a Napoli, da condannare con fermezza. Non sono state l'espressione di un dissenso o dei comprensibili timori di imprenditori e lavoratori che stanno a attraversando momenti di difficoltà, ma una guerriglia criminale". Fico poi ha espresso la sua “solidarietà massima e il mio ringraziamento vanno alle forze dell'ordine impegnate a fronteggiare gruppi organizzati che aspettavano il momento giusto per scendere in piazza con bastoni e bombe carta, e ai giornalisti aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro".

Non perde occasione per fare polemiche politiche la deputata Pd Laura Boldrini. Per la dem le "immagini di violenza a Napoli fanno male. A Forza Nuova e a tutti gli impresari del malessere sociale dico: vergognatevi, mettete a repentaglio la salute delle persone. Lo ripeto ancora una volta: le organizzazioni fasciste vanno sciolte. Sono dannose per la comunità e la democrazia".

Il riferimento fatto dalla Boldrini riguardo le interviste rilasciate da Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, e da Giuliano Castellino esponente di spicco del partito di estrema destra. "Siamo contrari a questa dittatura sanitaria e siamo pronti alla disobbedienza per quanto riguarda le norme e le imposizioni del lockdown, che sono totalmente illegali", ha affermato all'Adnkronos Fiore parlando della manifestazione di ieri nel capoluogo partenopeo. "Ieri in piazza a Napoli- ha continuato- c'era il popolo e noi siamo dalla parte del popolo napoletano in quest'ora gravissima - ha affermato - decine di migliaia di persone rischiano di andare rapidamente verso la fame se non si blocca il lockdown". "Molti nostri simpatizzanti probabilmente avranno partecipato alle manifestazioni ma non è quello il punto - spiega - Noi esprimiamo una posizione molto chiara, anomala rispetto al quadro politico ma generalizzata. La nostra presa di posizione non riguarda solo ieri sera ma tutto il movimento che si sta sviluppando contro il lockdown e contro De Luca". Fiore ha annunciato che Fn ha in programma altre manifestazioni nei prossimi giorni a Roma e in tutta Italia. "Sono le 00.20 e siamo a Piramide. In piazza contro i Dpcm, il coprifuoco e la dittatura in corso", ha invece dichiarato alla stessa Adnkronos Castellino. "Da Napoli è partita la rivolta - ha proseguito - ora tutte le città devono gridare libertà contro chi ci sta riducendo alla fame e tenendo a catena. E solo il primo giorno, è soltanto l'inizio".

Ma difficile vedere una regia nera dietro le violenze registrate ieri a Napoli. Anche perché le mosse di De Luca sono state duramente criticate anche dagli attivisti del centro sociale Insurgencia i cui militanti, in un post pubblicato su Facebook a commento di quanto avvenuto nei pressi del palazzo della Regione, hanno annunciato: "A poche ore dall'annuncio del lockdown, Napoli esplode". Nel post gli attivisti hanno spiegato che "dopo mesi di deliri a reti unificate del governatore - si legge - la favola del modello campano entra in crisi. Ora inizierà la solita canea di analisi sociologica delle piazze: chi c'era stanotte e chi c'era dietro, se parlavano bene italiano, se erano giusti o sbagliati i modi, se era una piazza di sinistra, una piazza antipolitica, una piazza negazionista, una piazza chi più ne ha più ne metta". I militanti di Insurgencia spiegano che "a noi per ora interessa dire una cosa. Non si governa la povertà con la paura. Sostegno a reddito diretto e indiretto per tutte le persone che dovranno fare sacrifici per le prossime restrizioni imposte dall’emergenza pandemica; risorse straordinarie immediate per garantire a tutte e tutti l'accesso a screening, cure e diritto alla salute. Siamo sull'orlo di una guerra civile: dovete darci il denaro, poi ne riparliamo".

Secondo il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, Frange criminali strumentalizzano disagio. "Da tempo vado sostenendo nelle sedi istituzionali e in momenti pubblici quanto sia preoccupato profondamente della pandemia sociale, economica e del lavoro conseguente alla pandemia sanitaria. E anche nei luoghi istituzionali e pubblici ho sottolineato più volte il rischio concreto del contagio criminale e dell'infiltrazione di frange violente e anche criminali che potessero strumentalizzare un forte e crescente disagio sociale", ha dichiarato il primo cittadino in un videomessaggio su Facebook.

In giornata è intervenuto anche il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, nel mirino dei manifestanti per la decisione di adottare il lockdown nella Regione. "Ieri sera si è assistito a Napoli a uno spettacolo indegno di violenza e di guerriglia urbana organizzata, che nulla ha da spartire con le categorie sociali", ha sottolineato De Luca. "Ieri – il governatore - si applicavano le stesse ordinanze a Milano, Roma e Napoli. E mentre a Milano e Roma le città erano deserte nel rispetto delle norme, a Napoli c'erano violenze e vandalismo. Alcune centinaia di delinquenti hanno sporcato l'immagine della città". De Luca non si vuole piegare alla piazza e annuncia che "continueremo a seguire la nostra linea di rigore, senza cambiare di una virgola, come è nostro dovere fare". Il governatore ha chiesto al Governo di impegnarsi "a garantire la legalità e il rispetto delle leggi e a mettere a punto immediatamente un piano di sostegno socio-economico per le categorie produttive e per le famiglie".

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