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Elezioni, la grande vittoria di Fugatti che con la sua lista ha ''cinturato'' Fratelli d'Italia (e più della metà dei voti l'ha presi il simbolo col suo nome)

TRENTO. Fugatti ha stravinto e una delle chiavi del suo successo è stata la lista che porta il suo nome. Una lista che gli ha permesso di imbrigliare Fratelli d'Italia tra due fuochi, la lista Fugatti, appunto, con il 10% dei consensi e la Lega con il 13% (il partito di Giorgia Meloni alla fine non ha sfondato come si pensava e si è posizionato tra le due ''creature'' fugattiane con il 12%). Una lista che per un candidato presidente è sempre un rischio perché se vince come coalizione e questa ottiene un brutto risultato lui può uscirne depotenziato a livello personale nei confronti degli alleati mentre sarebbe sempre da fare per lo sfidante (nel caso specifico Valduga) perché nel caso di vittoria anche se questa va male il brutto risultato personale passa in secondo piano rispetto al successo della coalizione e se invece perde direttamente la coalizione la ''colpa'' sarà comunque sua che era il frontman anche degli altri partiti. 

Per affidarsi a una lista del candidato presidente però bisogna avere il coraggio di misurarsi, il coraggio di mettersi in gioco e quindi di fare parte del gioco e non lasciarsi semplicemente trascinare. Fugatti ha avuto questo coraggio (pessimo, invece, il fatto che non abbia accettato alcun confronto per il concetto stesso di democrazia al quale speriamo si ispiri anche il presidente) e ha vinto, anzi stravinto. La lista era guidata dall'assessore all'economia Spinelli e ha fatto entrare in consiglio provinciale ben quattro candidati.

Ma il merito di chi è? A ben guardare non troppo dei candidati quanto dello stesso Fugatti. La lista che porta il suo nome, infatti, è quella che ha smosso, in proporzione, meno voti personali e i numeri parlano chiaro: la lista ha preso 24.953 voti mentre i candidati solo 11.671. E infatti i quattro eletti non si può dire che abbiano fatto incetta di consensi. Il primo è Spinelli con 2342, segue Claudio Soini con 1389, poi c'è Antonella Brunet con 927 voti ed infine Eleonora Angeli con soli 837 voti. Quest'ultima sarà la consigliera provinciale in assoluto con meno voti ''in saccoccia'' e Brunet la terzultima. In mezzo a loro Lucia Coppola dell'Alleanza Verdi e Sinistra che ha ottenuto 909 voti a fronte di un risultato del suo movimento del 3,25%. Considerando che poi ogni elettore poteva dare due preferenze si può cercare di capire quali sono stati i risultati più legati alle liste e quali più ai candidati che avevano in pancia.

Fratelli d'Italia ha fatto segnare 28.714 voti e i candidati hanno contribuito in maniera importante a far raggiungere il 12% al partito di Giorgia Meloni perché ne hanno ottenuti 22.109. La Lega ha una proporzione simile: 30.347 consensi totali e 22.643 voti presi dai candidati. Di fatto, però, emerge che per i tre principali blocchi della destra il nome della lista ha avuto un'importanza molto alta (addirittura preponderante, come dicevamo, nel caso della Lista Fugatti). Più territoriali e quindi più legati all'esito dei loro candidati sono stati il Patt (ha ottenuto 19.011 voti di questi 20.055 ottenuti dai candidati) ma soprattutto la Civica di Gottardi (11.285 voti la lista e 14.342 i candidati). Perché in questi casi la lista ha preso meno della somma dei candidati? Perché, come detto, si potevano esprimere due preferenze sulla scheda e quindi a fronte del singolo voto che va al simbolo si potevano scegliere uno o due candidati.

E nel centrosinistra? Tra quelli entrati in consiglio provinciale il Pd (che al suo interno assommava anche Futura con il candidato di punta Zanella) ha ottenuto 38.689 voti di lista e 35.183 voti personali (un risultato in proporzione migliore dal punto di vista del contatto tra eletti ed elettori di quelli ottenuti dai tre blocchi principali della destra), l'Alleanza Verdi e Sinistra 7.565 voti di lista e 5.100 dei candidati mentre i due movimenti davvero territoriali sono risultati essere Campobase e Casa Autonomia: i primi hanno ottenuto 19.553 voti di lista e 22.006 voti per i candidati e i secondi 9.968 voti di lista e 12.168 voti dei candidati. Fuori dal consiglio provinciale impressiona il dato del Movimento 5 Stelle che ha preso 4.523 voti ma solo 1.593 raccolti dai candidati.

Ecco i voti personali presi da chi è stato eletto