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Meta, +23% sui ricavi rispetto allo scorso anno. Male Google e YouTube

New York - Bene Meta, genitore di Facebook, male i titoli tech e malissimo Alphabet, di cui fanno parte Google e YouTube. I risultati dei trimestri producono stravolgimenti a Wall Street e mandano segnali contrastanti al settore dell’alta tecnologia, in particolare quelli legati all’intelligenza artificiale. Il primo indicatore della giornata era stato molto positivo per gli investitori: Meta ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con ricavi a 34,1 miliardi di dollari, molto meglio dei 33,5 attesi e con un incremento del 23 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il titolo ha guadagnato il 10 per cento dopo la chiusura dei mercati. Gli investitori hanno premiato il piano di ristrutturazione della compagnia, che aveva già portato a casa due trimestri migliori delle previsioni. Una buona notizia che rende meno amara la sfida legale che Meta si trova a dover affrontare con la causa avviata dai procuratori generali di trentatré Stati americani, che accusano il gigante tech di Instagram, Facebook e WhatsApp, di aver impattato la vita dei giovani utenti e di averli indotti alla dipendenza da social.

I dati economici indicano che dal punto di vista degli affari, Meta è in crescita. I suoi analisti prevedono un quarto e ultimo trimestre ancora migliore. Se fosse così, la compagnia avrebbe messo alle spalle e in modo definitivo il periodo dei licenziamenti di massa per tamponare il rallentamento legato alla mancata crescita della fase post-pandemica. Ma il periodo di volatilità non è finito per tutti. Alphabet ha perso quasi il 10 per cento dopo i risultati contrastanti del suo terzo trimestre: I ricavi sono saliti a 77 miliardi, l’11 per cento in più rispetto a un anno fa, terzo trimestre con crescita accelerata, ma la divisione cloud legata all’intelligenza artificiale ha segnato un rallentamento del 22 per cento rispetto al terzo trimestre del 2022, e sotto le aspettative di Wall Street.

Il mercato ha mostrato segnali di preoccupazione anche perché nello stesso settore c’è chi ha fatto meglio: Microsoft aveva registrato nel cloud dell’IA martedì una crescita del 13 per cento, con ricavi a 56,5 miliardi. Il titolo è cresciuto del 3,7 per cento, miglior performance per un titolo nel listino industriale del Dow Jones. Il crollo di Alphabet, invece, ha finito per seminare dubbi tra gli investitori e trascinato altri titoli di Big Tech, che hanno chiuso in ribasso, come Amazon.com (i cui dati sul terzo trimestre sono attesi nelle prossime ore), Apple e Nvidia. Il Nasdaq ha chiuso con un -2,4 per cento, mentre lo S&P500 ha perso l’1,4 per cento.