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Italy

Alberto Gandolfo: quello che resta (dopo il dolore)

Rita Fenini

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La strage di Piazza Fontana, i casi Englaro e Welby, l’incidente ferroviario di Ostuni del 2016, Peppino Impastato a Paolo Borsellino, la strage di Viareggio e il recente caso Cucchi, le morti causate dall’impianto Italsider-Ilva di Taranto, l’uccisione di Marcella Fiorani: questi solo alcuni dei casi di cronaca italiana che hanno ispirato il lavoro del fotografo siciliano Alberto Gandolfo, che ha ritratto - in tutta la loro sofforenza e dolore - i familiari e le persone vicine alle vittime di questi tragici fatti

La mostra

Per oltre un anno, Alberto Gandolfo ha documentato e approfondito 27 storie di cronaca, fra le più eclatanti degli ultimi quarant'anni: a queste e altre storie corrispondono i ritratti di volti dei familiari delle vittime (di cui 35 in mostra), finora rimasti quasi sconosciuti. Renderli visibili, è uno dei mezzi per mantenere alta l'attenzione su queste tragiche vicende

Il pubblico infatti, pur conoscendo le storie di cronaca, poco o nulla sa di chi resta, di quelle persone che, oltre a vivere il grande dolore della perdita di un proprio caro, sono impegnate in lunghe battaglie alla ricerca della verità e della giustizia. Una giustizia che non riguarda solo le vicende personali, ma che coinvolge l’intera collettività, nella speranza che il passato non si ripeta.

“Conosciamo le storie di cronaca, ricordiamo com’erano i volti delle persone tragicamente scomparse – afferma lo stesso Alberto Gandolfo - ma poco o nulla sappiamo di chi resta, di quelle persone che, oltre a vivere un grande dolore, dovuto alla perdita di un proprio caro, ereditano battaglie portate avanti alla ricerca della verità e della giustizia”.

Alberto Gandolfo. Note biografiche

Alberto Gandolfo nasce a Palermo nel 1983. Da sempre appassionato di fotografia, nel 2010 inizia un percorso di formazione presso un istituto di settore della sua città, dove apprende le tecniche di stampa del bianco e nero e approfondisce generi e approcci diversi.

In un percorso specifico con autori quali Valerio Bispuri ed Efrem Raimondi, ispirato da quest'ultimo e dalla produzione di grandi maestri come Richard Avedon e Paolo Roversi, si specializza nel ritratto: negli ultimi anni ha realizzato numerosi progetti, ritraendo personaggi comuni ed esponenti della cultura nazionale ed internazionale.

Le sue opere sono state esposte in diverse sedi, tra cui si ricordano: la GAM – Galleria d'Arte Moderna di Palermo, Fondazione Teatro Massimo di Palermo e in occasione dei Voies Off, durante il prestigioso festival internazionale Les Rencontres de La Photographie d'Arles.

Nel 2016 fonda Église, realtà nata con lo scopo di promuovere la fotografia, attraverso l'articolazione di attività di formazione ed espositive continue sul territorio palermitano.

La mostra, info tecniche

ALBERTO GANDOLFO. Quello che resta

Lecce, Whitephotolab (Piazzetta Chiesa Greca)

Dal 2 al 22 dicembre 2019

Orari: dal lunedì al sabato, 10.00-13.00 / 17.00-20.00


Ingresso libero

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