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Italy

Ambassador Day, buona la prima. A Monza una serata tra impresa e solidarietà

Un’alleanza tra aziende virtuose che cela un desiderio più grande: fare rete, non solo in campo business, ma per una buona causa. Villa Reale al completo venerdì 29 novembre, per la prima edizione dell’Ambassador Day, il premio dedicato alle aziende e ai professionisti dell’agroalimentare, del bio e del verde. Premiate oltre cento realtà imprenditoriali, provenienti principalmente dal Nord Italia. Sono loro, secondo gli organizzatori, i veri ambasciatori del ‘Sistema Italia’ nel mondo, che con la loro professionalità consentono al nostro Paese di essere leader del settore a livello internazionale.

Sul red carpet anche eccellenze brianzole: “Simpool Srl” di Agrate Brianza e la monzese “Verde Passion Sas“. A insignire le oltre 30 aziende presenti con la pergamena “Ambassador 2019”, Ada Rosafio, delegata monzese di Confesercenti.

«Queste realtà produttive sono lungimiranti – ci racconta Giuseppe Famigliolo, Ambassador per l’Istituto Erboristico L’Angelica – e a volte sono in grado di anticipare i temi prima di altri soggetti. Sulla questione bio e green ad esempio è così: da tempo la nostra azienda lavora per eliminare la plastica, specialmente dagli imballaggi. In due anni vogliamo essere plastic free. Intanto nei nostri stabilimenti utilizziamo il 96% di energia rinnovabile, ricavata tramite un impianto fotovoltaico. Dobbiamo cambiare i nostri modelli produttivi e le nostre abitudini per salvare il mondo in cui abitiamo, prima che sia troppo tardi».

Alleati contro la sindrome Kabuki

Un evento unico, dedicato alle imprese, ma con un occhio di riguardo per il sociale. La serata è stata anche, e soprattutto, un momento per fare del bene e raccogliere donazioni per la ricerca sulla sindrome Kabuki, una malattia rara che in Italia colpisce circa 800/1000 bambini.

«E’ una sindrome nuova, scoperta solamente otto anni fa – ha spiegato Giuseppe Merla, scienziato e genetista presso “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo. – Ma siamo fiduciosi, stiamo facendo passi da gigante con la ricerca. Tuttavia, fare ricerca è impegnativo, richiede risorse economiche considerevoli e un impegno umano estremamente impegnativo. Cercare di salvare vite, però, è la mia passione, mi occupo di malattie rare da oltre 20 anni e se dovessi rinascere, rifarei tutto. Sulla sindrome sono molto fiducioso, i dati preliminari sono ottimi. Sono felice e orgoglioso di essere qui con voi stasera: la vostra presenza e la vostra generosità vale tutti gli 800 chilometri che ho macinato».

Il professor Merla e altri ospiti speciali sono stati insigniti dell’“Ambassador for Kabuki”, il riconoscimento pensato per coloro che hanno dimostrato un’attenzione particolare verso il contrasto alla malattia rara. Dopo la premiazione è stata annunciata la somma raccolta delle aziende presenti: si tratta di 4560 euro. «Ma siamo solo all’inizio – chiariscono gli organizzatori – le donazioni proseguiranno».

Una serata per la piccola Filomena 

Tra i protagonisti della serata Matteo, Anna e Filomena, i membri della famiglia Redenti. Matteo e Anna sono i genitori della piccola Filomena, affetta dalla sindrome Kabuki. Una volta avuta la diagnosi, da Cracovia, all’epoca la loro casa, sono volati nel bergamasco, dove hanno ricevuto le migliori cure possibili. Ma non è stato abbastanza, e allora è intervenuta spontaneamente la comunità cittadina di San Pellegrino Terme, che ha deciso, circa un mese fa, di “adottare” la piccola Filomena.

«Abbiamo incontrato Filomena per caso e subito abbiamo capito che faceva già parte della nostra comunità – ci spiegano. – Noi siamo pochissimi, quasi una grande famiglia, una frazione di San Pellegrino Terme con circa 400 abitanti. Non ci potevamo assumere tutte le responsabilità, sappiamo che la bambina ha bisogno di tanto. Però volevamo fare qualcosa: tutti possono dare una mano e contribuire come possibile, basta la volontà. Aiuteremo Matteo e la sua famiglia, ad esempio, in casa, venendogli incontro in modo genuino e non invasivo. E poi penseremo ad eventi che possano aiutare i più deboli: veniamo incontro alla gente, valorizziamo i nostri spazi e il bello che abbiamo intorno. Non possiamo essere felici se gli altri vicino a noi non stanno bene».

Ambassador 2020: già si pensa alla seconda edizione

Finita la prima edizione, si pensa già ad Ambassador 2020. Parola di Martina Sassoli, Assessore all’Ecologia e all’Urbanistica del comune di Monza.

«Per noi avere una platea così importante è un motivo di orgoglio – ha dichiarato l’Assessore Sassoli. – Questa che mostriamo stasera è una ricetta vincente: coniugare solidarietà con le eccellenze di chi fa business e lo fa bene. Non vedo l’ora di rivedervi alla seconda edizione del Premio che, sono sicura, sarà un successo».

L’evento è stato organizzato da GE Communication Company con la media partnership di Padre Pio Tv, del Gruppo Netweek e di MBnews. Vede inoltre il patrocinio di Comune di Monza, Scuola Agraria di Monza, Crea e da Kiwanis International- Distretto Italia e San Marino. La serata è stata condotta da Safiria Leccese, giornalista e conduttrice televisiva.

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Agnese Zappalà

Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.

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