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Benaglia (Fim Cisl): «Un patto con imprese e istituzioni per far ripartire l’industria»

Roberto Benaglia è il nuovo segretario generale dei metalmeccanici della Cisl. È stato eletto ieri con 137 voti a favore su 140, e 3 schede bianche. A passargli il testimone è Marco Bentivogli che, a sorpresa, aveva annunciato le dimissioni il 19 giugno scorso. Allora si parlò di tensioni tra il leader uscente e la Cisl di Annamaria Furlan. A vedere l’esito del voto, il nome di Benaglia pare aver ricompattato la categoria. «È stato un passaggio di consegne caratterizzato da un clima positivo, e questo mi ha fatto molto piacere — sottolinea il nuovo segretario —. Con Marco la Fim ha affrontato con coraggio i temi del cambiamento del lavoro. Ora andremo in continuità, portando questi contenuti all’interno della contrattazione».
Il suo primo obiettivo?
«Il mio primo pensiero è fare qualcosa per chi sta perdendo il lavoro, per i giovani alle prese con la precarietà di un contratto a termine».
Il Fmi dice che non si tornerà alla crescita pre-crisi solo nel 2022. Per l’Istat un’azienda su tre rischia.
«Aggiungerei che Unioncamere stima fino a 276 mila posti a rischio da qui al 2021. Dobbiamo prolungare gli ammortizzatori e il blocco dei licenziamenti».
Per il presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz il blocco dei licenziamenti pregiudica la libertà d’impresa.
«L’emergenza del Paese non è finita. E l’emergenza comporta provvedimenti sia a favore dei lavoratori che delle imprese. Il punto è usare il tempo che ci garantiscono misure come la nuova cassa integrazione e i sostegni alla liquidità delle aziende per rilanciare gli investimenti e sostenere l’occupazione».
Una settimana di cassa in più costa circa un miliardo.
«Usiamo l’estate e l’inizio dell’autunno per un confronto diretto tra parti sociali. Con l’obiettivo di individuare cosa serve alle imprese per investire e ai lavoratori per avere occupabilità. D’altra parte è anche interesse delle imprese non perdere competenze».
Coinvolgendo anche Fiom e Uilm?
«Lo ho sottolineato non a caso nel mio discorso di insediamento: a Fiom e Uilm ho lanciato un appello per concordare al più presto un incontro che ci serva a condividere proposte di categoria per il rilancio del settore».
Teme l’autunno?
«Questo autunno si prospetta difficile. Sarà un banco di prova in cui dovremo dimostrare di saper mettere in campo prospettive e speranze. Serve un patto di solidarietà per fare ripartire l’industria che unisca istituzioni, imprese e lavoratori».
Il presidente di Confindustria Torino, Giorgio Marsiaj, ieri ha chiesto incentivi per l’automotive.
«Dobbiamo dimostrare di saper usare bene le risorse che ci arriveranno dall’Europa puntando su settori innovativi e in grado di fare da traino. L’automotive può essere tra questi. Vale il 7% del Pil: incentivi per il rinnovo del parco auto possono sostenere la filiera e il Paese».
Lei viene dal rinnovo del contratto con i settori dell’alimentare. Ma la trattiva dei metalmeccanici non è mai decollata.
«Le relazioni sindacali sono state centrali nelle imprese durante l’emergenza. Ora dobbiamo concentrarci sui temi del post-crisi: innovazione, formazione continua, conciliazione famiglia-lavoro. E, certo, anche sugli aumenti in busta paga».
Dopo l’emergenza Covid diversi imprenditori del Nord hanno ricevuto minacce.
«Piena solidarietà. Nessuna parte sociale deve essere minacciata e lasciata sola».
Il leader della Cgil Maurizio Landini chiede aumenti contrattuali detassati.
«È una discussione che tocca a Cgil, Cisl e Uil. Ma il tema c’è tutto».

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