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Italy

Biarritz: La Ue attende la designazione del Commissario italiano, il termine sarebbe il 26 agosto

EPA/PATRICK SEEGER

BRUXELLES – Al G7 di Biarritz, dove Conte si presenta dimissionario, si parlerà ovviamente anche della crisi politica in Italia e della scelta del commissario Ue, che sicuramente è legata, com’è ovvio che sia, alla trattativa per la formazione di un nuovo governo. Conte ha scelto la linea del silenzio per preparare il suo ultimo G7 da premier a Biarritz dopo aver partecipato lo scorso anno a quello canadese di Charlevoix da premier esordiente. Lontano dai riflettori, il professore ha deciso di tirarsi fuori, anche fisicamente, dall’evoluzione della crisi. Una strada attendista, con la consapevolezza che, se pur in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, dovrà portare avanti una partita non da poco per l’Italia: quella dell’indicazione del candidato a commissario europeo.

E proprio dall’Europa gli è arrivato l’attestato di stima per il lavoro svolto in questi 14 mesi di governo, sia a Roma, sia nel contesto internazionale. A parlare è stato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, sottolineando di aver «molto apprezzato» il lavoro di Conte non solo per il suo contributo al Consiglio, ma anche per le sue iniziative internazionali. E per il modo in cui ha operato da premier in una situazione difficile come quella italiana. La soluzione del rebus è lontana.

Il totonomi è legato alla soluzione della crisi ma, anche se è urgente completare il puzzle (la scadenza sarebbe il 26 agosto), la neopresidente Ursula von der Leyen sembra disposta a concedere altro (poco) tempo all’Italia, perché comunque il 1 settembre la nuova Commissione deve insediarsi.

Quanto alla meeria ambita dall’Italia, sul tavolo rimane la delega alla Concorrenza, ma ci sono anche i Paesi dell’Est a battere cassa in quanto sostenitori del nuovo commissario europeo.  Quello di commissario per tradizione non è un ruolo da ex premier, ma la rosa di nomi è in continua evoluzione. E circolano ipotesi di altri due ex presidenti del Consiglio, Paolo Gentiloni ed Enrico Letta, nel caso di un accordo con il Pd. Ma c’è chi ritiene che arrivando inevitabilmente in ritardo, il nome dovrebbe essere quello di una personalità blindata in grado di trovare la strada in discesa verso il «portafoglio importante» più volte rivendicato dall’Italia.

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