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Brexit, Nigel Dodds: "L'Irlanda del nord deve rimanere nel sistema doganale britannico"

LONDRA. “La soluzione di una doppia appartenenza doganale non ci interessa, l’Irlanda del Nord deve rimanere interamente nel sistema doganale del Regno Unito”. A parlare così a Repubblica è Nigel Dodds, il viceleader del partito unionista nordirlandese DUP, il cui assenso a un nuovo potenziale accordo sulla Brexit - in queste ore in discussione a Bruxelles - sarà fondamentale al Parlamento britannico.

“Vedremo quello che verrà fuori dai negoziati ora in corso a Bruxelles”, dice Dodds durante la pausa pranzo del vertice NATO Parliamentary Assembly in corso questo weekend a Westminster. “Di certo gli europei stanno facendo filtrare un sacco di cose, ma una cosa è certa: l’Irlanda del Nord deve rimanere pienamente nel sistema doganale britannico”. Quindi voi non accetterete mai la proposta ora in discussione a Bruxelles, che in maniera molto complicata terrebbe Belfast sia in un sistema doganale britannico ma allo stesso tempo allineata alle regole del mercato e doganale Ue: “È irrealistico...”, dice Dodds, “non possiamo accettarlo. Dobbiamo essere interamente parte del sistema britannico”.

Si tratta questo di un duro colpo alla prospettiva dei negoziati fiume in corso per cercare di trovare miracolosamente  un accordo Brexit tra Uk e Ue prima del Consiglio europeo del 17 ottobre. Li hanno chiamati i “negoziati tunnel”, ossia una immersione totale di sherpa e diplomatici britannici ed europei nelle prossime 48 ore.

La svolta c’è stata giovedì sera, quando il premier britannico Boris Johnson e quello irlandese Leo Varadkar si sono incontrati nell’hotel Thorthon Manor, vicino a Liverpool: alla fine, “ottimismo su un nuovo possibile accordo entro il 31 ottobre”, data di uscita prevista del Regno Unito dall’Ue.

 Positività confermata ieri, quando il caponegoziatore Ue Michel Barnier ha notificato l’ok dei 27 Paesi membri per approfondire la nuova proposta britannica con negoziati fiume: "Barnier - dice chi ha parlato con lui - pensa che ora Johnson faccia sul serio”.

  Ma in cosa consiste la nuova posizione britannica? Johnson si sarebbe convinto a porre una sorta di confine doganale nel bel mezzo del Regno Unito, cioè nel Mar d’Irlanda, tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord. Una sorta del “backstop” del febbraio 2018 già proposto dalla predecessora Theresa May ma poi bocciato dalla Camera dei Comuni con alcune differenze: entrerebbe in vigore per l’Irlanda del Nord un complicato sistema di “doppia dogana”, con Belfast temporaneamente agganciata alle regole Ue  per preservare la pace al confine e proteggere il mercato unico europeo. Una situazione transitoria che si applicherebbe anche senza limiti, a seconda delle necessità. Tutte soluzioni fortemente osteggiate da Dodds e dal Dup in passato e, conseguentemente, anche dai brexiter conservatori.

Insomma, Johnson sta preparando un beffardo ritorno del vecchio piano May con qualche modifica per farlo ingoiare agli unionisti nordirlandesi e ai brexiter conservatori. Ce la farà? Intanto la settimana prossima a Londra le opposizioni proveranno il colpo di mano: approvare un secondo referendum sulla Brexit.


 
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