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C'è la riapertura di Schengen: così torna l'allarme terrorismo

Terrorismo e immigrazione. Due delle priorità assolute dell’Europa sono nuovamente protagoniste dell'ennesima stortura di un Unione Europa che rischia di prestare il fianco a possibili attacchi. Spieghiamo. Il 30 aprile scadrà infatti la sospensione del trattato di Schengen dal primo di maggio la Francia potrebbe trovarsi obbligata a riaprire le frontiere. Per quale ragione? Il Paese transalpino ha già rinnovato la sospensione della convenzione per tutte le volte consentite dal regolamento europeo e non si troverebbe più nelle condizioni di bloccare per l'ennesima volta l'accordo sulla libera circolazione delle persone all’interno dei 4.312.000 chilometri quadrati dei 26 Stati europei che, in base all'acquis di Schengen, hanno abolito i controlli sulle persone alle loro frontiere comuni.

Torna così a suonare l'allarme su migranti e terroristi. Un allarme che mette in allerta doppia la Francia, che in questi anni – avendo subito i peggiori attacchi terroristici nel Vecchio Continente – è sempre riuscita a fare appello all'emergenza nazioale per rinnovare i controlli al confine per quasi un lustro.

Adesso, però, l'esecutivo guidato da Emmanuel Macron si trova di fronte uno scoglio forse insormontabile e il governo francese, ora, è tutto fuorché sicuro di riuscire a strappare ulteriori deroghe all'Ue.

Quindi, ecco la mossa: chiedere una sponda al governo Italiano. Infatti, come ricostruito da Il Messaggero, nella giornata di ieri, al Palazzo del Viminale – che ospite come noto il ministero dell'Interno – si è tenuto un summit tra la polizia di frontiera italiana e una delegazione del governo di Francia.

In cima alla lista il nodo di Ventimiglia. Qui, infatti, le maglie della bsi sono allargate, permettendo ai migranti di filtrare più comodamente da un Paese all'altro. E con i controlli sono calati – di tanto, circa il 20% – i respingimenti dall'Italia alla Francia. Il quotidiano della capitale scrive: "La sicurezza della zona francese al confine con Ventimiglia è garantita da Marsiglia, da cui arrivano i 3.500 agenti che presidiano la frontiera italiana e spagnola. E a questi si aggiungono circa 600 uomini della gendarmeria. Ma il presidio non è più sufficiente ad assicurare i controlli, perché dirottato sulle manifestazioni e le proteste dei gilet gialli".

Ecco, è proprio per questo motivo – oltre che per scadenza in primavera della sospensione di Schengen – Macron ci ha chiesto un favore: intensificare i pattugliamenti al confine. Perché il pericolo terrorismo viaggia sempre veloce, specialmente attraverso le frontiere incustodite.