Italy

Cento volontari saranno contagiati intenzionalmente con il virus

Sarà una sorta di Colosseo, con il coronavirus al posto dei leoni. Un centinaio di volontari a Londra entrerà in un'arena protetta per battersi a tu per tu con Sars-Cov-2. Riceveranno prima uno dei vaccini in sperimentazione. Poi dopo un mese, per dare il tempo all'immunità di svilupparsi, verranno contagiati dai medici stessi con una dose di coronavirus iniettata nel naso. Per un altro mese circa resteranno rigidamente confinati in una struttura che sta per essere allestita nella zona orientale della capitale inglese. Lo riferisce il quotidiano britannico Financial Times.

Lo scopo di questa iniziativa, non priva di pericoli e controversie, è accelerare i tempi per le sperimentazioni del vaccino. La pratica di infettare in modo intenzionale gli esseri umani si chiama "human challenge". È stata usata in passato per studi scientifici su influenza, raffreddore, tifo, colera e malaria. Nel caso del coronavirus aiuterà a capire se e quanto un vaccino è efficace. In condizioni non di emergenza, si procede con la somministrazione a una parte dei volontari di un vaccino, a un'altra parte di un placebo. Poi tutti tornano alla loro vita normale. Se in condizioni naturali chi ha ricevuto il placebo si infetta più frequentemente di chi ha ricevuto un vaccino, quest'ultimo è considerato efficace. Ma ci vogliono mesi prima che ciò avvenga. Lo human challenge permette di ridurre invece i tempi a poche settimane.

Non è chiaro quale vaccino sarà somministrato ai volontari, che dovranno rigorosamente essere giovani e sani per ridurre - ma non certo annullare - i rischi. Il fatto che il test sia organizzato a Londra potrebbe suggerire che si tratti del candidato di Oxford e AstraZeneca. Dopo un effetto collaterale riscontrato in una volontaria inglese il 9 settembre, le sperimentazioni sono riprese in Gran Bretagna, India e Brasile. Ma non negli Stati Uniti, che chiedono un supplemento di istruttoria e nei quali è stata arruolata la fetta principale dei volontari: 30mila sui 55mila totali nel mondo. Le prime dosi promesse per novembre (anche in Italia) potrebbero subire dei ritardi.

L'idea di tentare uno human challenge era discussa da marzo. La stessa Organizzazione mondiale della sanità non si era detta contraria, in teoria. Per minimizzare i rischi si era raccomandato che i volontari fossero giovani e ricevessero, in caso di sintomi, il miglior trattamento possibile. Il sito 1daysooner (indipendente rispetto alle case farmaceutiche al lavoro sui vaccini), aveva iniziato a raccogliere le adesioni (per ora solo virtuali) online, raggiungendo i 37mila nomi. Secondo il Financial Times, lo human challenge verrà annunciato ufficialmente la settimana prossima, sarà coordinato dall'Imperial College di Londra e materialmente eseguito dalla società hVivo, uno spin off della Queen Mary University. Per un'iniziativa simile con il virus dell'influenza, i volontari avevano ricevuto 3.750 sterline, poco più di 4mila euro. L'iniziativa di Londra è la prima applicazione concreta di un'idea che secondo alcuni è contraria al principio della medicina di non nuocere. Secondo altri salverà molte vite umane tagliando i tempi del vaccino.

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