Italy

De Luca, problema audio alla prima conferenza stampa dell’era Covid: e infiamma la polemica coi giornalisti

Odg e Sugc: «Il governatore si è alzato ed è andato via senza rispetto per chi parlava». La Regione: «Solo un disguido tecnico, nessuna mancanza di rispetto»

di Angelo Agrippa

Alla prima conferenza in video di Vincenzo De Luca dell’era Covid ecco infiammare le prime polemiche, quelle dei giornalisti che attraverso gli organismi sindacali hanno biasimato la chiusura della conferenza del presidente della Regione senza attendere le domande. «Dopo l’intervento del governatore, alla prima domanda dei giornalisti, per problemi audio, De Luca si è alzato ed è andato via senza alcuna forma di rispetto nei confronti di chi stava parlando e degli altri colleghi che si erano prenotati», ricostruisce la nota dell’Ordine dei giornalisti della Campania e del Sindacato unitario dei Giornalisti della Campania e continua: «A questa videoconferenza si era arrivati dopo settimane di trattative durante le quali Ordine, sindacato e numerosi giornalisti avevano chiesto di poter fare, dopo quasi tre mesi, domande dirette al presidente». Successivamente, però, l’ufficio stampa del governatore ha diffuso un video nel quale è possibile verificare che dopo alcune sollecitazioni, anche da parte di De Luca, molto probabilmente a causa di un disguido tecnico non sono giunte domande dei giornalisti. Tuttavia, chiunque abbia partecipato alla video conferenza stampa del presidente della giunta ha avuto difficoltà sia a seguire gli interventi, sia a prenotarsi per le domande.

Così l’ufficio stampa della regione ha replicato con una nota alle accuse: “In risposta al comunicato dell’Ordine dei Giornalisti e del Sindacato Unitario dei Giornalisti, che usa affermazioni del tutto false (”alla prima domanda il Presidente De Luca si è alzato e se n’è andato”), alleghiamo il video che documenta esattamente il contrario. Altro che mancanza di rispetto. Se poi si vuole alimentare e avallare una facile e inutile polemica, Sindacato e Ordine sono liberi di farlo, e se ne assumono la responsabilità” - ha sottolineato l’ufficio del governatore - Il sistema della videoconferenza, al di là dell’improvviso aumento dei collegamenti che si è verificato non appena inviato il link (e che ha raddoppiato il numero degli accreditati), era perfettamente funzionante prima e durante la conferenza. In ogni caso una relazione tecnica interna spiegherà cosa è successo, che sicuramente non può essere imputato alla volontà di chi ha organizzato la videoconferenza. Come sempre, organizzeremo altri incontri stampa, anche nei prossimi giorni, per cancellare questo imprevisto inconveniente tecnico. Si ricorda all’Ordine e al Sindacato - dovrebbero saperlo - che questo Ufficio Stampa ha organizzato in era pre-Covid, nel solo anno 2019, ben 220 tra conferenze ed eventi pubblici istituzionali (4 a settimana) con la massiccia presenza dei giornalisti. Ovviamente ci scusiamo con i colleghi per l’inconveniente tecnico. Ma si chiede al Sindacato e all’Ordine di tutelare anche l’Ufficio Stampa della Regione, che non può accettare sia messa in discussione professionalità, disponibilità e trasparenza. E che ogni giorno senza risparmiarsi da quasi tre mesi fa i conti quanto l’intera nostra categoria, anche con l’emergenza sanitaria in corso”.

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