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Italy

Geloso e violento. In galera

Si è risolto in un’autentica Caporetto il processo d’appello per un 28enne parabiaghese che - al termine di una breve relazione sentimentale iniziata nell’agosto di un anno fa e finita in malo modo pochi mesi dopo - è riuscito nell’impresa di farsi denunciare per stalking, lesioni e accesso abusivo a sistema informatico.

I giudici della prima Corte d’Appello di Milano non si sono limitati a confermare la sentenza di condanna a un anno e sei mesi giunta al termine di un processo di primo grado con rito abbreviato, ma hanno anche rigettato il suo ricorso volto a ottenere la scarcerazione.

Una misura cautelare, quest’ultima, applicata all’imputato, ora recluso nel carcere di Busto Arsizio, per avere infranto il divieto di avvicinamento all’abitazione della parte offesa, alla quale è stato riconosciuto anche un risarcimento di mille euro per danno morale e patrimoniale.

Lui nutriva per lei una passione ossessiva e a limite del patologico: le aveva hackerato il profilo Whatsapp così da monitorarne a distanza le conversazioni e poi c’erano gli atti persecutori: una volta l’aggredì afferrandola per il collo, un’altra la spinse contro una scala a chiocciola e le fece sbattere la testa contro il corrimano e poi afferrò un coltello da cucina minacciando di suicidarsi se l’avesse lasciato.

In altre tre occasioni il 28enne, che tra l’altro aggredì verbalmente e non solo l’ex marito della donna e minacciò anche una sua amica, mise le mani addosso alla presunta amata, anche in presenza della figlioletta di lei. Infine, a fare da corollario, una routine di molestie telefoniche, appostamenti sotto casa e minacce.

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