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Italy

«I soliti sospetti»: Del Toro «raccomandato» e la famosa scena «rubata» a un film italiano

Il 16 agosto del 1995 usciva la pellicola cult con l’indimenticabile colpo di scena finale. Kevin Spacey aveva consultato diversi esperti di paralisi cerebrale per interpretare il suo personaggio

di Francesco Tortora

Il 16 agosto del 1995 esce I soliti sospetti, pellicola di Bryan Singer con un ispirato Kevin Spacey. L’attore interpreta il piccolo truffatore invalido Roger «Verbal» Kint che è sospettato di aver partecipato al furto di un camion pieno di armi e subisce un interrogatorio-confronto «all’americana» con altri quattro criminali, il leader Dean Keaton (Gabriel Byrne), Ray McManus (Stephen Baldwin), Fenster (Benicio del Toro) e Todd Hockney (Kevin Pollak). Il colpo è riuscito, ma i cinque sono vittime di una trappola organizzata dal famigerato Keyser Soze, genio del crimine di cui nessuno conosce l’identità. Alla fine l’agente David Kujan (Chazz Palminteri) si convince che il più scaltro del gruppo Dean Keaton è Soze, ma una verità diversa emerge con l’indimenticabile colpo di scena finale. La pellicola che richiama Rapporto confidenziale di Orson Welles è un thriller ricco di suspence che riflette sull’ambiguità del male e tiene incollato lo spettatore allo schermo. I soliti sospetti ottiene ottime critiche e un buon risultato al botteghino. Costato 6 milioni di dollari, ne guadagna oltre 34, conquista due Oscar (miglior attore non protagonista per Kevin Spacey e migliore sceneggiatura per Christopher McQuarrie) diventando presto un cult. A 24 anni dal lancio, ecco 12 cose che non sapete

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