Italy

Il nuovo codice della strada torna in Commissione. Le principali novità

Dopo il «blitz» contenuto all’interno del decreto «Semplificazioni» che aveva suscitato rilievi di carattere giuridico da parte del Quirinale, si ricomincia a dibattere sulla riforma del Codice della strada. Dopo un brevissimo capolino in aula alla Camera è stato però deciso il ritorno in Commissione Trasporti. L’Assemblea di Montecitorio aveva all’ordine del giorno la votazione del provvedimento ma il relatore al testo, Diego De Lorenzis (M5S), ne ha chiesto il rinvio in Commissione «anche per tenere conto delle modifiche normative che sono intercorse tra quando il provvedimento è approdato in Aula e oggi». Una decisione che ha provocato ulteriori polemiche fra gli addetti ai lavori. «Non sono bastati un anno e mezzo di tira e molla su questo testo unificato. Si torna al via, come nel gioco dell’oca» ha commentato Giordano Biserni che presiede l’Associazione amici e sostenitori della polizia stradale (Asaps). Tirano un sospiro di sollievo invece le associazioni dei consumatori «Meno male — ha commmentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori —. Speriamo che ora non si pensi a norme ideologiche ma solo a rafforzare la sicurezza stradale. Il testo unificato va stracciato: avrebbe prodotto un vero e proprio disastro, come la legalizzazione del giallo di appena 3 secondi, un tempo che sarebbe servito solo a provocare incidenti e a far fare cassa ai comuni con i semafori vampiri, visto che in realtà ci vorrebbero minimo 4 secondi per un incrocio sicuro, 5 nel caso sia presente un semavelox o il limite di velocità sia di 70 chilometri orari e oltre». L’associazione ha ricordato, inoltre, che «il tempo di reazione per un conducente attento e pronto è di circa un secondo, durante il quale, se uno viaggia anche solo a 50 all’ora percorre già 15 metri, portandosi in prossimità del semaforo». Poi - secondo l’Unc - bisogna aggiungere lo spazio di frenatura, per un totale 28 metri.

Cosa potrebbe cambiare

Una storia infinita visto che va avanti da un decennio con continui interventi normativi. Quest’ultimo testo unico corposo 100 pagine contiene un’infinità di modifiche. Per esempio, se venisse approvato verrebbe introdotto nel codice la cosiddetta «utenza vulnerabile»: dai conducenti di ciclomotori e motocicli alle persone con disabilità passando per i pedoni e i ciclisti. Le strisce pedonali potranno essere rialzate all’altezza del marciapiede e potrebbero vedersi in città marciapiedi colorati, facilmente individuabili e identificati come «percorsi pedonali». Ogni amministrazione comunale potrebbe riservare dei posti nei parcheggi per le auto guidate da donne incinta o con a bordo figli sino a due anni. Basterebbe esporre sul parabrezza un nuovo «contrassegno rosa». I pedoni potrebbero avere la precedenza sulle auto quando attraverseranno la strada mentre oggi ce l’hanno se hanno già iniziato l’attraversamento. Guai anche a parcheggiare negli spazi per la ricarica elettrica se non si sta usufruendo del servizio: oltre al verbale si troverà una decurtazione di 2 punti patente. Le auto ibride non avranno più accesso libero alle zone a traffico limitato delle città mentre continueranno ad averlo solo i veicoli elettici dopo una delibera della giunta comunale.

Giro di vite su telefonini, caschi e cinture

Giro di vite per chi alla guida si distrae con smartphone, computer portatili o tablet togliendo le mani dal volante: la multa va da 422 euro a 1.697 euro, con la sospensione della patente da 7 giorni a due mesi, oltre alla decurtazione di 5 punti della patente. Non converrà essere recidivi: se si viene ripescati la multa arriva sino a 2.588 e la sospensione della patente va da uno a tre mesi oltre alla decurtazione di 10 punti dalla patente. I motociclisti saranno responsabili non solo di indossare il casco ma anche se il passeggero ce l’ha. Potrebbero essere multati anche gli automobilisti che saranno responsabili del mancato uso di cinture di sicurezza da parte dei passeggeri maggiorenni. Unica esclusione per i taxi e gli Ncc che avranno solo l’obbligo di chiedere il rispetto della norma tramite cartelli o altre modalità di avviso. Viene invece introdotto l’obbligo del casco ( conforme alle omologazioni internazionali ) per i minori di anni 12 che guidano un velocipede, ma solo 4 mesi dopo l’appovazione della legge. In caso di violazione con decurtazione punti, cade l’obbligo del proprietario del veicolo di comunicazione se è persona fisica e sia il conducente responsabile della violazione ed abbia effettuato la comunicazione tramite PEC.

Il nuovo droga test

Per capire se si è alla guida dopo aver fatto uso di droghe, la Stradale potrà usare test attraverso sul fluido salivare anziché l’attuale con campioni di mucosa del cavo orale che richiedono la presenza di un agente medico durante il posto di blocco.

Il «foglietto sul parabrezza» e bilancio annuale delle multe

I comuni e le province avranno l’obbligo di pubblicare sul proprio sito internet il bilancio delle multe riscosse nell’anno precedente. Viene ufficializzato l’obbligo di lasciare la multa — in pratica il foglietto di preavviso — sul parabrezza del veicolo trovato in divieto di sosta, per permettere agli automobilisti di pagare entro cinque giorni e pagare la sanzione in misura ridotta senza spese di notifica.

Agevolazioni per i diversamente abili

Dopo aver riformato il contrassegno in tutta Italia per i diversamente abili ecco anche l’obbligo per gli enti proprietari delle strade di garantire la gratuità degli stalli e chi parcheggerà in un parcheggio riservato a loro senza averne diritto sarà punito con una multa sino a 673 euro oltre a 4 punti di decurtazione dalla patente (attualmente sono 2). Verrà consentito alle macchinette «speciali» motorizzate per diversamente abili la possibilità di circolare sulle piste ciclabili.

Le altre novità

Il testo unico è davvero sconfinato e le norme cambiate o nuove sono le più disparate. Tra le altre vengono introdotte novità per le revisioni dei veicoli pesanti e delle macchine agricole, sui veicoli d’epoca o di interesse storico e collezionistico. Si vieta sulle strade e sui mezzi ogni forma di pubblicità se il messaggio è sessista, violenti o propone stereotipi offensivi di genere, lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civile e politici, del credo religioso, dell’appartenenza a gruppi etnici o siano comunque discriminatori riguardo all’orientamento sessuale, all’identità di genere, delle abilità fisiche e psichiche. Invece si apre alle pubblicità all’interno delle rotatorie ma solo previo decreto del ministero dei Trasporti.

Le reazioni

Una pioggia di critiche è arrivata da associazioni e parti politiche. «Vorremmo ricordare ai nostri parlamentari che il ritorno in Commissione deve avvenire in tempi rapidi, come la calendarizzazione in Aula per l’esame — spiega Giordano Biserni di Asaps — e chiediamo di sistemare i testi, di apportare le modifiche, di studiare ogni piccola modifica, di farvi consigliare dagli Uffici Legislativi perché anche un solo comma sbagliato può comportare danni irreparabili, ma vi chiediamo di farlo. La sicurezza stradale non attende, la strada non perdona e su questo fronte qualcuno afferma che si tratta dell’ennesima “falsa partenza”. Noi invece non vorremmo che si trattasse di una “partenza farsa”. Smentiteci per favore». Chiede altre modifiche Massimo Dona dell’Unc: «Vanno riviste anche le norme appena entrate in vigore con il blitz del dl Semplificazioni, come la possibilità di autovelox fissi sulle strade urbane, introdotto senza la garanzia da noi chiesta di un vero e proprio controllo da parte del Prefetto, a cominciare dalla fissazione di un limite di velocità congruo per il tipo di strada e invece di aumentare i vigili si introducono nuove figure tipo gli ausiliari della sosta, ossia vigili di serie b senza le giuste competenze per dare le multe che servono per sanzionare le infrazioni realmente pericolose». Forza Italia ha tenuto una conferenza stampa a Montecitorio intitolandola «il caos Codice della strada». «La commissione trasporti – ha sottolineato la parlamentare azzurra Deborah Bergamini — lavorava ad una legge di modifica del codice della strada, un lavoro complesso che tocca tantissimi aspetti. Il clima era collaborativo nonostante ci fossero due filosofie diverse, una di maggioranza e una delle opposizioni. Il governo però ha ignorato il lavoro della commissione competente ed inserito nel dl semplificazioni emendamenti immediatamente operativi senza preoccuparsi neppure del giudizio negativo del presidente della Repubblica. Da sempre Forza Italia denuncia il fatto che il lavoro del Parlamento viene ignorato. Non è possibile assistere al far west in cui ci troviamo oggi. Grazie al nostro lavoro si è cercato di intervenire anche sui monopattini. Il numero incidenti è molto rilevante. I Comuni usano le multe per fare cassa e l’automobilista viene sanzionato, ma con il monopattino ci si può muovere come si vuole anche in contromano. Inoltre con i monopattini abbiamo dato ancora una volta un aiuto alla Cina che li produce».

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