Italy

Il pendolo dell’economia tra liberismo e dirigismo

Tante volte la crisi del coronavirus stata accostata agli effetti di una guerra, pur con gli opportuni “distinguo”. Naturalmente un conflitto una cosa ben diversa, soprattutto quando si tratta di una guerra mondiale. Ma tra tanti paragoni e confronti un po’ eccessivi, ce ne uno che invece calza in modo opportuno. E’ quello che fanno – chiamando in causa i risvolti sulla politica economica – Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro nel loro nuovo libro “Contro il sovranismo economico” (Rizzoli, 18 euro). Il 2020 verr senz’altro ricordato come l’anno del coronavirus – scrivono gli autori nella premessa - ma potrebbe rimanere impresso nella memoria collettiva anche per un altro motivo: il ritorno massiccio dello Stato nell’economia. Un fenomeno di tale portata, tanto diffuso e in cos poco tempo non si vedeva dalla Seconda guerra mondiale. Il libro ripercorre i tanti -ismi che possono minacciare la stabilit dell’Italia e dell’Unione europea nel suo insieme, come statalismo, nazionalismo, dirigismo, protezionismo, unilateralismo, antiglobalismo e sovranismo. E offre quindi una serie di risposte concrete per uscirne.

In ogni caso, spiega il libro, non stato il virus a causare il cambio di rotta della politica economica, dopo decenni di ricette liberali a partire dalla fine degli Anni Settanta. L’emergenza della pandemia – con il conseguente dibattito politico sull’opportunit di massicci interventi pubblici per rilanciare l’economia – ha soltanto accelerato una tendenza gi in atto. Tra alti e bassi, il giro di boa dal liberismo allo statalismo c’era gi stato con la crisi finanziaria del 2007-2008, quasi 30 anni dopo quel 1979 in cui Margaret Thatcher, figlia di un droghiere inglese, appena diventata la prima donna a guidare una democrazia europea, apr le porte al turbo-libero-mercato dei decenni a seguire. Poi, con la crisi dei mutui subprime (2007), il crac Lehman (2008), la recessione globale (2009) e subito dopo la crisi del debito una larga parte dell’opinione pubblica, impoverita e spaventata dal futuro, ha cominciato a invocare chiusura e protezione. I movimenti populisti e sovranisti hanno subito intercettato questo malessere cercando di diventarne i portavoce. I loro slogan o comunque i punti distintivi? Pi Stato, meno Europa, avversione al commercio internazionale, protezione dei campioni nazionali costi quel che costi e allergia alla concorrenza. Si tratta, spiegano gli autori, di ricette vecchie e fallimentari, gi sperimentate in passato, che hanno dimostrato di avere un solo tratto in comune: producono sempre risultati opposti a quelli desiderati. Gi, il passato: semplificando un po’, si potrebbe dire che la precedente ondata statalista partita con il crollo di Wall Street del 1929 per poi durare 50 anni. Poi, per 30 anni, stato il turno del riflusso liberista. Ora il momento del contro-riflusso dirigista. Ma quanto durer? L’immagine del pendolo – si legge nel libro — resta valida per un motivo: rappresenta il movimento ondulatorio della societ e delle forze politiche, nell’una o nell’altra direzione. E’ un movimento che sta velocizzandosi, tanto che presto potrebbero ricambiare le carte in tavola. Dopotutto, molte delle migliori risposte di politica sanitaria ed economica alla crisi del coronavirus arrivano dall’Europa, nel suo insieme una roccaforte anti-sovranista. Il futuro quindi, ora pi che mai, aperto a colpi di scena.

Football news:

Sané salterà circa due settimane a causa di un infortunio al ginocchio
Rostov rifiuterà L'offerta di Jenoa su Shomurodov, poiché vuole più di 8 milioni di euro (se)
Mendes ha guadagnato circa 20 milioni di euro per la finestra di trasferimento estivo
Carragher di Arsenale: Liverpool per parecchi anni a venire, ma Arteta può dedurre in Champions League
Roma è la favorita nella lotta per Jović. Il Real Madrid ha suggerimenti da Inter e Milano
Ruben Diash è arrivato a Manchester per completare la transizione a City
I trasferimenti di Van Dyck sono la chiave per vincere il Liverpool. Hanno ucciso ogni tentativo Dell'Arsenal di premere