Italy

Il Sud riparte coi turisti italiani: un’occasione da non sprecare (aspettando gli stranieri)

vacanze diverse

di Barbara Millucci

Troppe disdette. Alcuni dei più bei hotel di Calabria e Puglia preferiscono tener chiuse le strutture, rimandare indietro al mittente i buoni vacanze (un vero e proprio flop per molti) e rinviare il tutto al prossimo anno. Secondo i risultati di un’indagine dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, il settore alberghiero è quello che registra la quota più alta di disdette.Gli effetti dell’emergenza sanitaria hanno colpito complessivamente tutto il Paese, con alcune differenze: mentre in primavera le disdette alberghiere hanno colpito per lo più le imprese del Nord, le imprese ricettive di Sud e Isole hanno concentrato le perdite di prenotazioni, durante le festività di Pasqua, i ponti e le prenotazioni estive.
A marzo «nella provincia di Vibo Valentia il dato sulle prenotazioni viaggiava attorno al -80%, ad aprile a –60% ora per fortuna ad agosto è atteso un notevole incremento delle presenze: +100%», spiega Bruno Calvetta,segretario generale della camera di commercio di Vibo Valentia. Parliamo però sempre di turisti italiani. Di stranieri, almeno per ora, neanche l’ombra.«Dall’area Schengen non arriva quasi nessuno, le vendite riguardano solo il mercato italiano», spiega ancora Paolo Terrinoni, ad di VOI hotels-Gruppo Alpitour,110 milioni di fatturato,1.500 dipendenti e strutture daTaormina alla Sardegna, dalla Puglia alla Calabria, con due aperture previste nei prossimi anni, tra cui Venezia.«Sono avvantaggiate le località estive raggiungibili in macchina. Per questo Sardegna e Sicilia soffrono. Confidiamo nella prima decade di settembre. La stagione estiva quest’anno si ridurrà, sarà di 50-60 giorni, ma siamo confidenti che agosto andrà bene». Terrinoni chiede al governo «provvedimenti strutturali, come la decontribuzione del 50% del costo del lavoro ed una maggiore attenzione alla stagionalità. I bonus vacanze? Un flop». aggiunge.

Bilanci e prospettive

Concorda il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì: «A Tropea la maggior parte delle strutture non li accetta. Qui le perdite legate al turismo ammontano a oltre il milione e mezzo, comprese le tasse di soggiorno, i parcheggi... Ci vuole ben altro per far ripartire il settore». Secondo quanto prevede il decreto rilancio, fino al 31 dicembre, gli italiani con Isee fino a 40mila euro possono ottenere un vocuher da 150 euro a 500 euro per soggiornare in una delle strutture aderenti all'iniziativa. Peccato che lo “sconto” previsto, volto ad incentivare le vacanze degli italiani, non piace a molti albergatori.«Non ho aderito ai bonus e mi risulta che nessuno degli albergatori della zona lo abbiano fatto», afferma Nicola Galati, proprietario dell’hotel di Porto Pirgos, una struttura di 5 stelle a ridosso del mare a pochi chilometri da Tropea. «È una presa in giro. Questi rimborsi mal che vada arrivano il prossimo anno come detrazione nella dichiarazione dei redditi, noi nel frattempo che facciamo?». Quest’anno Porto Pirgos, uno dei pochi 5 stelle in Calabria (in tutto sono una decina) ha deciso di tenere chiusa la struttura. «I contratti stagionali, che ora sono in cassa integrazione, costano. Se ne riparla il prossimo anno».
Anche il Popilia Country Resort, la struttura ricettiva di Vibo Valentia di proprietà della famiglia Callipo, imprenditori del tonno in scatola, generalmente aperto tutto l’anno, è rimasto chiuso dal mese di marzo ed ha riaperto lo scorso 11 giugno. «Rispetto agli stessi mesi del 2019 il calo di fatturato è del 76%, dovuto sostanzialmente alla mancanza di turismo estero, eventi e banchettistica, ma soprattutto di matrimoni che da queste parti registravano numeri importanti durante i mesi primaverili», afferma Cinzia Ieracitano, direttrice della struttura calabrese. Il Popilia Country Resort conta 30 dipendenti e nel 2019 ha registrato un fatturato di oltre 3,6 milioni di euro.
Ma agosto, per fortuna è alle porte e i numeri si spera tornino a salire.«Al Sud, dove la quota di stranieri attesi questa estate si ferma al 14%, la stragrande maggioranza delle prenotazioni proviene da nostri connazionali», dichiara Giuseppe Tripoli – segretario generale di Unioncamere — Riagganciare questa domanda e fidelizzarla potrebbe essere una grande scommessa sulla quale investire, preparandosi anche alla ripresa del turismo straniero».

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