Ancora non si conoscono i nomi. Ma in queste ore la Procura della Repubblica di Castrovillari ha iscritto sette persone nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla tragedia delle gole del Raganello dove il 20 agosto scorso sono morti 10 escursionisti. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. “Gli avvisi sono stati emessi – è la dichiarazione del procuratore Eugenio Facciolla – in considerazione degli atti istruttori irripetibili che devono essere effettuati. Siamo in fase di notifica proprio in queste ore e non possiamo darvi i nomi. Non devono saperlo dalla stampa”. Tuttavia, aggiunge il magistrato, “è doveroso, oltre che obbligatorio, che la giustizia dia una risposta rapida. Stiamo procedendo a tamburo battente, mi sembra doveroso stringere i tempi ed accelerare, per le vittime e per i feriti, e lo stiamo facendo con tanti sacrifici“.

L’inchiesta punta a fare luce sulla piena che si è verificata nel Comune di Civita e che ha travolto una comitiva di escursionisti che si trovavano all’interno dell’area caratterizzata da gole e cascate. Un tragitto che, durante la stagione estiva, viene percorso a piedi. Questa volta, però, a monte del cosiddetto “Ponte del Diavolo” nei pressi di Civita, in provincia di Cosenza, il torrente ha ucciso otto persone. Alcune sono state trovate a valle a una distanza di diversi chilometri fino a quasi alla statale 106. Cinque, invece, sono i feriti e ventitré le persone tratte in salvo tra cui un bambino trovato in stato di ipotermia e trasportato con l’elisoccorso in ospedale.

Nonostante l’allerta meteo, gli escursionisti stavano scendendo a piedi il torrente quando sono stati colti dalla piena del Raganello che taglia il massiccio roccioso nella parte orientale del Pollino creando un canyon di 12 chilometri e profondo anche 400 metri. Una sorta di imbuto che, quando è arrivata l’acqua, non ha lasciato scampo. Alcuni sono riusciti a raggiungere gli scogli e ad aggrapparsi a questi in attesa di essere recuperati. Altri sono stati trascinati dalla forza del torrente. In attesa di conoscere i nomi degli indagati, oggi il presidente della Regione Mario Oliverio è intervenuto sulla tragedia durante il Consiglio regionale: “Dobbiamo essere il più possibile obiettivi – ha dichiarato – e non farci travolgere dalla ‘vulgate di testate spesso alla ricerca dello scoop’. Non si possono scaricare le responsabilità sui sindaci, né essere profeti postumi di quello che non è andato bene. C’è, comunque, una responsabilità morale per non averla affrontata prima quella situazione, con una regolamentazione, per esempio, dell’escursionismo, a livello nazionale. Fattore economico che non può essere rimosso, ma che c’è e deve essere regolato, ma ancora non lo è. Si è trattato di un fatto straordinario ed imprevedibile, ma stiamo attenti ad utilizzare i suggeritori interessati di argomenti”.